26/01/2008, 00.00
INDIA
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Card. Gracias: per festeggiare la Repubblica, combattere violenza ed intolleranza

di Card. Oswald Gracias
L’intolleranza e la violenza interreligiosa, insieme alla discriminazione sessuale, i feticidi femminili e la violenza domestica, “indeboliscono quella grande Repubblica che oggi è l’India. Per fare in modo che il Paese possa invece crescere, è necessario unire la società per costruire insieme ponti di armonia, tolleranza e rispetto reciproco”. E’ il senso del commento inviato ad AsiaNews dal card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai, in occasione della 59esima Giornata della Repubblica indiana, che si celebra oggi in tutta l’Unione. Riportiamo di seguito il testo completo.
Mumbai (AsiaNews) – I nostro Padri fondatori hanno inserito la libertà religiosa nella stessa Costituzione che ha definito l’India uno Stato democratico, sovrano e repubblicano. E’ quindi causa di grande disappunto vedere che alcune frange estremiste hanno scatenato una campagna di violenza contro i cristiani dell’Orissa.
 
Sono profondamente turbato da questi attacchi lanciati contro persone innocenti, contro le loro case, istituzioni e luoghi di preghiera, soprattutto perché questi sono stati motivati da questioni religiose e di casta. Attaccare un innocente in nome della fede non viene insegnato da nessuna religione. Si tratta di un complotto contro il carattere democratico e secolare del nostro Paese, orchestrato da estremisti che usano la religione per interessi nascosti.
 
Va poi notato che questo tipo di attacco è durato a lungo, senza un intervento delle autorità statali. Ma questa carneficina è prima di tutto una vergogna proprio per le autorità e per il Paese intero: la libertà religiosa è un diritto fondamentale, e le prove che rendono evidente la premeditazione degli attacchi dell’Orissa, ed il fatto che gli autori siano rimasti impuniti, rendono il tutto ancora più triste. 
 
Nel giorno della Repubblica, mi appello a tutta la popolazione affinché si possa lavorare insieme per la costruzione di un clima di tolleranza e coesistenza pacifica fra tutti i popoli: è l’unica garanzia di sicurezza, forza, progresso ed unità della nostra nazione. L’India è un grande Paese, con una ricca pluralità religiosa e culturale. Le religioni hanno molto in comune, anche se vi sono delle evidenti differenze: sta a noi decidere se unire le forze per lavorare insieme o per separarci, ma la religione può unire. La libertà religiosa ed il rispetto reciproco fra le religioni sono principi importanti di pluralismo e democrazia.
 
E’ inoltre motivo di grande e legittimo orgoglio, per noi indiani, che una donna sia il presidente della nostra nazione. Purtroppo, però, la situazione delle donne nelle case e nelle comunità locali non è molto migliorata, in diverse parti dell’India. Ancora sopravvive, ed è forte, la discriminazione sessuale, ed alle donne non viene concesso il giusto posto nella società. Il dramma del feticidio femminile aumenta, anche nelle fasce più alte ed istruite della nostra comunità.
 
Un'altra causa di preoccupazione è l’aumento dei casi di violenza domestica. Questo fenomeno deumanizza le persone, le fa divenire oggetti. Le statistiche dimostrano che circa i 2/3 delle donne sposate in India subisce questo tipo di aggressioni. La violenza contro donne, bambini ed anziani colpisce tutto il mondo, ma spesso rimane invisibile: eppure, quando avviene entro le mura domestiche la violenza è ancora più paurosa. Distrugge il fisico, ma anche l’aspetto psicologico ed emozionale delle vittime.
 

Detto questo, nella 59esima Giornata della Repubblica indiana vi invito ad essere uniti, per costruire ponti di pace, armonia, tolleranza e rispetto reciproco. Ognuno di noi contribuisce a fare dell’India una grande Repubblica. Costruiamo ora insieme una grande India. Dio benedica il nostro Paese.

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