20/03/2005, 00.00
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Card. Ruini: dalla croce di Gesù, energia nuova alla Chiesa e sul volto del Papa

Per la prima volta in 26 anni, Giovanni Paolo II non partecipa alla celebrazione della Domenica delle Palme coi giovani della Giornata mondiale della Gioventù. Ma il card. Ruini lo indica come testimone della forza della fede nella sofferenza ai giovani presenti.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La Croce, il centro della vita della Chiesa e il centro della celebrazione della passione del Signore all'inizio della settimana santa, "può fare paura a noi, uomini del nostro tempo… portati a vedere nella sofferenza soltanto qualcosa di inutile e di dannoso". Ma "la croce di Gesù non deprime e non indebolisce". Al contrario, da essa "vengono energie sempre nuove, quelle che risplendono nelle imprese dei Santi e che hanno reso feconda la storia della Chiesa, quelle che oggi traspaiono con speciale chiarezza dal volto affaticato del Santo Padre". Così il card. Camillo Ruini ha ricordato il mistero della passione di Gesù che è al cuore della celebrazione di oggi, domenica delle Palme, che ricorda l'entrata di Gesù a Gerusalemme, osannato come messia e re di pace.

Questa festa, durante i 26 anni di pontificato del papa è sempre stata l'occasione di un incontro coi giovani, in preparazione alle Giornate Mondiali della Gioventù. Quest'anno, per la prima volta, a causa della sua malattia, Giovanni Paolo II non vi ha partecipato in modo diretto. La finestra del suo studio, sovrastante piazza san Pietro, è rimasta aperta, con le tende tirate, con una palma decorata poggiata sul davanzale, e il drappo rosso disteso, in attesa che il papa si affacci per un saluto e una benedizione.

Le Giornate della Gioventù – in agosto a Colonia (Germania) si celebrerà la XX – sono cresciute anche grazie a Giovanni Paolo II, che le ha volute e a cui ha sempre partecipato, creando un rapporto fortissimo con i giovani di tutto il mondo. Anche quest'oggi in piazza san Pietro, fra gli oltre 40 mila partecipanti, la maggioranza era composta di giovani, con rami di ulivo e di palma, nastri azzurri, rossi e bianchi fra i rami.

Il card. Ruini ha ricordato la sofferenza del papa e la fecondità per la Chiesa, legata alla croce di Gesù, spronando i giovani a trovare conforto da questa testimonianza. "Nella croce di Cristo – egli ha detto - il volto di Dio non perde la sua grandezza e il suo mistero, eppure diventa straordinariamente vicino e amico, perché è il volto di Colui che, nel proprio Figlio, condivide fino in fondo anche il lato più oscuro della condizione umana.

Perciò dalla croce di Cristo si diffondono una forza e una speranza di redenzione sull'intera sofferenza umana: il dramma e il mistero della sofferenza – che sono in fondo il dramma e il mistero della nostra vita – in questo modo non vengono eliminati, ma non ci appaiono più qualcosa di oscuro e di insensato".

La croce – ha detto ancora il cardinale vicario di Roma -  rivela "l'inaffidabilità del cuore dell'uomo", capace di tradire il Signore, e cancella le nostre pretese "di poter costruire con le nostre mani un mondo giusto e perfetto". Essa, al tempo stesso rivela che la strada della vera efficacia nel mondo sta nel donarsi al Signore. "Cari fratelli e sorelle – ha concluso il card. Ruini - fidiamoci dunque del Signore crocifisso e risorto e mettiamo la nostra vita nelle sue mani, come egli ha messo la propria vita nelle mani di Dio Padre (cfr Lc 23,46)". (BC)

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