28/02/2011, 00.00
INDIA
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Cattolici indiani protestano per la demolizione di 729 croci a Mumbai

L’ordine prevede l’abbattimento di edicole religiose costruite dopo il 1964. Gruppi cattolici locali avrebbero presentato già nel 2003 le carte comprovanti le date di costruzione delle croci, tutte precedenti al 1964. All’ufficio comunale non risulta alcun documento.
 Mumbai (AsiaNews) – Sono 729 le croci che stanno per essere distrutte a Bandra, un sobborgo occidentale di Mumbai, per ristrutturazione urbanistica. Gruppi cattolici locali hanno organizzato un sit-in di protesta questa mattina davanti al Brihanmumbai Municipal Corporation (Bmc), l’ufficio comunale che ha emanato l’ordine di demolizione. L’annuncio dello smantellamento dei simboli religiosi è avvenuto tramite avvisi attaccati proprio sulle croci. Al momento, il Bmc ha sospeso l’ordine di demolizione. Subodh Kumar, commissario municipale, ha dichiarato: “Nessuna croce verrà abbattuta se documenti rilevanti comproveranno che queste [croci] sono precedenti al 1964”.

La demolizione rientra in un programma di miglioramento di strutture e infrastrutture, che prevede l’eliminazione di luoghi di culto costruiti dopo il 1964 e ritenuti “illegali”, perché d’intralcio all’ampliamento di strade, miglioramento della viabilità, o costruiti su terreni destinati a servizi pubblici.

La dichiarazione di Kumar non spazza via i timori. Alcune persone più anziane intervenute al sit-in si sono dette “addolorate” per il modo in cui hanno ricevuto la notizia, e raccontano che le croci poste vicino alle loro case sono del 1948, una addirittura del 1912. “È dal 2003 che presentiamo al Bmc i documenti che attestano la data di costruzione di queste croci – spiegano i residenti – ciononostante, la commissione ha comunque emesso l’ordine di demolizione”. L’ufficio afferma però di non aver mai ricevuto tali documenti.

Anil Joseph, presidente del gruppo Bombay Catholic Sabha, spiega: “Queste croci fanno parte della storia e del patrimonio culturale e religioso di Bandra. In precedenza, si trovavano all’interno di proprietà cattoliche. Quando è stata fondata la Bmc, molte aree sono state rivendicate dal corpo civico per la costruzione di strade o altre infrastrutture, e così le croci sono state salvate ponendole lungo le strade”. Il gesuita Errol Fernanded sj, parroco della chiesa di S. Pietro presente al sit-in, ha dichiarato: “Noi siamo cristiani e onesti cittadini: rispettiamo la legge, quindi presenteremo di nuovo i documenti necessari, anche se l’abbiamo già fatto nel 2003. Io stesso ricordo di aver consegnato nelle mani di Sudhir Naik le carte relative a due croci fuori dalla mia parrocchia”.

Sudhir Naik, vice commissario comunale, si è scusato con la comunità per il modo in cui è stata comunicata la demolizione: “Non era nostra intenzione ferire i sentimenti religiosi di nessuno, facciamo solo il nostro dovere. L’ordine della Corte suprema stabiliva il 28 febbraio come termine ultimo per procedere alla demolizione”. (N.C.)
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