12/09/2012, 00.00
CINA
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Chen Guangcheng: La Apple blocchi gli aborti forzati in Cina

Il grande dissidente, fuggito negli Stati Uniti, si appella al colosso di Cupertino in occasione del lancio dell’ultimo modello di iPhone: “Date lavoro a migliaia di persone in Cina, avete una responsabilità enorme. Dovete cercare di fermare la legge sul figlio unico e gli aborti forzati”. Confermata la sua visita a Taiwan.

New York (AsiaNews) - Mentre nei negozi di tutto il mondo arriva l'ultimo modello di iPhone, il grande attivista per i diritti umani Chen Guangcheng si è appellato alla Apple affinché usi tutta la sua influenza per fermare la brutale legge sul figlio unico in vigore in Cina. Nessuno di coloro che investe nel Paese, ha detto, "può evitare questa enorme responsabilità sociale".

Chen è un dissidente cieco che per più di 10 anni ha lottato contro la politica abortista del regime comunista. Lo scorso aprile, dopo una rocambolesca fuga dagli arresti domiciliari cui era stato condannato senza processo, è riuscito a raggiungere l'ambasciata degli Stati Uniti a Pechino. Dopo alcuni giorni e un ricovero in ospedale, ha ottenuto di poter raggiungere New York con una borsa di studio insieme alla sua famiglia.

Secondo l'attivista "una compagnia che dà lavoro a migliaia di lavoratori cinesi ha un'enorme responsabilità civile. La Apple dovrebbe impegnarsi in maniera attiva nei confronti del regime cinese, per convincerlo a fermare la politica degli abusi ai diritti umani. In modo particolare dovrebbe schierarsi contro orrori come gli aborti forzati".

Chen ha anche chiesto un incontro faccia a faccia con i vertici della compagnia di Cupertino, che fino ad ora non gli hanno risposto. Invece, il dissidente ha confermato la visita prevista per il prossimo anno a Taiwan, Stato democratico che Pechino considera una provincia ribelle, ma che è indipendente de facto sin dal 1949.

Jian Tianyong, avvocato e amico dell'attivista con base a Pechino, dice: "Sono contento che Chen vada a Taiwan. La Cina ha molto da imparare dall'isola dal punto di vista della democrazia e dello stato di diritto. Taipei non ha adottato forse il miglior sistema, ma è avanti anni luce rispetto a Pechino".

 

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