22/03/2014, 00.00
THAILANDIA
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Chiang Mai, il primo monastero benedettino in Thailandia

di Claudio Corti
È la prima volta che nella "Terra del Sorriso" apre un monastero cattolico maschile. I monaci sono tutti vietnamiti, dato che il governo di Hanoi impedisce loro - nonostante l'enorme fioritura di vocazioni - di aprire un altro istituto oltre ai tre già esistenti nel Paese.

Chiang Mai (AsiaNews) - Il vescovo della diocesi di Chiang Mai, mons. Francis Xavier Vira Arpondratana, è pieno di entusiasmo perché la Chiesa cattolica thailandese ha il primo monastero benedettino del Paese. La notizia può essere considerata "storica" dato che, pur essendoci già sette monasteri di clausura femminile (carmelitane e clarisse), è la prima volta che prende vita un monastero maschile nella "Terra del Sorriso".

Alla cerimonia di inaugurazione, celebrata il 18 gennaio scorso, era presente anche l'arcivescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo, che ne aveva suggerita e appoggiata la realizzazione dopo aver ricevuto una risposta positiva dall'Abate Stephane Huynh, responsabile del monastero benedettino di Thien An (Hue) in Vietnam.

In Vietnam ci sono infatti tre monasteri benedettini che letteralmente "scoppiano" di vocazioni, ma sembra che il governo vieti la possibilità di aprirne un quarto. Per questa ragione è stata accolta la proposta di poter fondare un nuovo monastero nella vicina Thailandia.

Il monastero di trova nella zona periferica della città di Chiang Mai, nel nord della Thailandia. Dispone di dieci celle per i monaci, otto stanze di foresteria per gli ospiti e una cappella al pian terreno. La vita dei cinque monaci, tutti originari del Vietnam (compreso l'abate Stephane che si è ritirato per l'età ed ha deciso di venire a vivere nella nuova fondazione thailandese) segue l'antica regola di San Benedetto, alternando momenti di preghiera con quelli di lavoro con la coltivazione di mais, riso e alberi da frutta.

L'importanza della fondazione benedettina, oltre che esprimere una fioritura e vivacità della chiesa vietnamita, rappresenta un primo concreto gesto di "nuova evangelizzazione", nel senso che viene messa al primo posto non tanto un'opera educativa o di sostegno sociale, quanto quello che rappresenta il fondamento anche della religione buddista, cioé la vita monastica e contemplativa. Agli occhi dei thailandesi il monaco è infatti visto come "uomo di Dio", che si dedica alla preghiera e alla meditazione. 

 

 

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