23/02/2015, 00.00
UCRAINA - RUSSIA
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Chiesa ucraina: Anche il Papa parla di 'guerra civile', solo Kiev non lo ammette

di Nina Achmatova
Il portavoce della Chiesa ortodossa fedele a Mosca apprezza la "posizione comune" con la Chiesa di Roma sul conflitto nell'Est e attacca il governo: ora accuseranno il Papa di essere sovversivo e gli vieteranno forse l'ingresso nel Paese?

Mosca (AsiaNews) - "Forse per la prima volta dall'ateismo militante, le due 'ali' della Chiesa di Cristo - ortodossa e cattolica - hanno un punto di vista comune e solidale sul male che sta accadendo". A sostenerlo è Vasiliy Anisimov, capo ufficio stampa della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca, che  accoglie con favore l'appello del Papa alla fine della "violenza  fratricida" e della "guerra tra cristiani" in Ucraina. Anisimov parte delle parole di Francesco per condannare poi la posizione del governo di Kiev, il quale invece - a suo dire - continua a negare che quello in corso nell'Est del Paese sia un conflitto tra ucraini. "La valutazione del Papa del disastro in Donbass coincide pienamente con quella del mondo ortodosso. - scrive il portavoce in un editoriale per il servizio 'religione' dell'agenzia Interfax - Sia il metropolita di Kiev e di tutta l'Ucraina Onufry, che il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill, che il Patriarca di Costantinopoli Bartolmeo e altri primati delle Chiese ortodosse locali chiedono tutti la fine dello spargimento di sangue fraterno sulla nostra terra devastata".

"Tale posizione - attacca Anisimov - non coincide assolutamente con la propaganda ufficiale ucraina". "Durante i lunghi mesi di questa orribile guerra si è sentito qualcuno, o tra le fila dei sostenitori del potere o tra quelle dei miliziani, che abbia espresso una parola sulla fratellanza, la compassione o l'umanità contro gli avversari? Da dove viene tutta questa fanatica intolleranza? Possibile che tra i nostri governanti, i nostri media non siano rimasti più cristiani, in grado di ascoltare la voce della Chiesa di Cristo e le sue posizioni?", si chiede.

Il portavoce lancia, poi, una provocazione alla leadership politica di Kiev, riportando all'attenzione il recente caso del giornalista-blogger ucraino Ruslan Kotsaba, arrestato con l'accusa di "tradimento" i primi di febbraio per aver definito quella in Donbass una "guerra civile" e aver fatto appello a boicottare l'ultima ondata di mobilitazione dell'esercito, voluta dal presidente Petro Poroshenko (per il 2015 sono previste tre campagne di reclutamento per sostenere le operazioni militari nell'est). Greco-cattolico (cattolici di rito ortodosso in Ucraina, in comunione col Papa), Kotsaba è detenuto a Ivano-Frankivsk in attesa di processo.

A detta del rappresentante della Chiesa ortodossa ucraina, i servizi segreti stanno già scavando nella rete di contatti del giornalista e avrebbero scoperto legami con colleghi della tv Ntv, tra i canali russi le cui trasmissioni sono vietate in Ucraina. "Le fonti eversive di Ruslan come cristiano sono, però, già chiarissime - sottolinea quasi con sarcasmo il Anisimov - si tratta del Vaticano nella figura di Papa Francesco". Infine, si chiede "quali misure restrittive sceglierà il nostro governo per il Papa di Roma in relazione alle sue chiare attività anti-statali? Vieteranno la trasmissione delle sue omelie, taglieranno ogni riferimento a lui in film e  programmi tv? Forse, gli vieteranno l'ingresso nel Paese o lo inseriranno tra i ricercati internazionali?". 

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