24/07/2018, 12.26
CINA
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Cina, pochi controlli e corruzione alla base degli scandali dei vaccini

Sta facendo sempre più clamore lo scandalo che ha travolto la sanità cinese e le case farmaceutiche. Gli esperti del settore puntano il dito contro la corruzione all’interno del sistema sanitario e la mancanza di controlli. Il presidente Xi Jinping chiede pene certe e severe per i responsabili. Da otto anni si susseguono incidenti mortali legati al settore. 

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Scarso controllo e corruzione: secondo le autorità competenti è questo il motivo dei continui scandali che stanno travolgendo la sanità cinese.

La National Institutes for Food and Drug Control è l’agenzia che attesta la qualità delle medicine e dei prodotti alimentari. Un ex dipendente afferma che l’ente non ha abbastanza personale: “Siamo l’unico istituto in Cina in grado di testare la qualità e l’efficacia dei vaccini. Gli istituti a livello provinciale non possono farlo. La Cina produce oltre un miliardo di vaccini ogni anno. Non si riesce a testare ogni lotto prima di metterli sul mercato”. Solo il 5% dei campioni viene verificato, e anche su questa percentuale non vengono esaminati tutti i parametri.

La Changsheng Biotech, al centro dello scandalo di questi giorni, è la seconda produttrice nazionale di vaccini. L’ispezione a sorpresa dei giorni scorsi ha rivelato che l’azienda forniva dati falsati sulla produzione e sui test dei vaccini anti-rabbia e contro difterite, pertosse, e tetano (Dpt).

Il primo ministro Li Keqiang  e il presidente Xi Jinping hanno chiesto un'inchiesta immediata sui vaccini difettosi, affermando che le case farmaceutiche hanno attraversato una “linea morale”.

Nel frattempo la presidente della società, Gao Junfang, e quattro alti dirigenti sono stati fermati dalla polizia per essere interrogati. La Changsheng Biotech ha perso quasi la metà del suo valore azionario da quando la Drug Administration ha scoperto la falsificazione dei dati. L'azienda, con sede a Changchun, Jilin, è stata il secondo più grande fornitore cinese di vaccini contro la rabbia e la varicella lo scorso anno. L’azienda rifornisce i centri di approvvigionamento governativi, che a loro volta distribuiscono i vaccini al pubblico. In Cina, i vaccini obbligatori come il Dpt vengono somministrati ai bambini nell'ambito di un programma sanitario sponsorizzato dallo Stato presso ospedali e centri di controllo delle malattie.

Lo scandalo colpisce però anche i funzionari statali che dovrebbero fare operazioni di controllo. Le sentenze dei tribunali cinesi mostrano che i dipendenti governativi accettavano tangenti da centinaia di migliaia di yuan per approvare un vaccino. Alcuni funzionari del Centers for Disease Control (Cdc) hanno preso tangenti anche per introdurre vaccini. Uno di questi, che è stato identificato come “Xia” ha diretto il programma di vaccinazione nel distretto di Yuhua a Shijiazhuang, nella provincia dell’Hebei. In quell’occasione egli ha accettato 100mila yuan in tangenti da un'azienda che non era certificata per vendere vaccini.

Negli ultimi otto anni gli scandali legati alle vaccinazioni si sono susseguiti quasi senza soluzione di continuità. Nel marzo 2010, nella provincia dello Shanxi, circa cento bambini morirono e altri ebbero disabilità permanenti in seguito alle vaccinazioni. Nel dicembre 2013 nel Sichuan 17 bambini morirono in seguito a un vaccino per l’epatite B. Le autorità negarono il collegamento tra le morti e le vaccinazioni. Ad agosto 2014 nel Liaoning furono trovati lotti interi di vaccino anti-rabbia contaminati con sostanze velenose. Due anni dopo, nello Shandong, una azienda farmaceutica distribuì vaccini per il valore di 260 milioni di yuan in tutta la nazione senza però rispettare le corrette procedure di refrigerazione.

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