05/01/2007, 00.00
INDIA
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Commercio di organi o violenze sessuali dietro la scomparsa di 38 bambini

Di 17 vittime, tutte dello stesso paese, sono state ritrovate parti dei corpi. Il governo dell’Uttar Pradesh in un primo momento aveva cercato di sminuire la vicenda che ha colpito famiglie di immigrati e di dalit di un villaggio.
New Delhi (AsiaNews) – Non si esclude il commercio di organi, ma nemmeno una vicenda di violenze sessuali dietro la scomparsa di 38 bambini del villaggio di Nithari, vicino Noida, (a 25 chilometri da Delhi) nell’Uttar Pradesh, di 17 dei quali, all’inizio dell’anno, sono stati ritrovate parti dei corpi. L’arresto del proprietario della casa ove erano seppellite le vittime, Moninder Singh, e del suo cameriere Surender, che hanno confessato, non sta impedendo alla vicenda di assumere forti risvolti anche politici.
 
In un primo momento, infatti, prima che la stampa nazionale facesse esplodere la terribile vicenda, l’inviato speciale del primo ministro dell’Uttar Pradesh, Mulayam Singh Yadav, che è suo fratello Shivpal Yadav, dopo una visita a Nithari aveva decritto gli assassinii come “un piccolo incidente di routine”. Lo stesso Shipval aveva difeso l’operato della polizia locale – accusata di aver lasciato passare mesi prima di muoversi – sebbene appena il giorno prima il governo avesse licenziato sei agenti e ne avesse sospesi atri tre a causa della loro negligenza su questo caso.
 
All’origine di tale atteggiamento, denuncia un team dell’All India Christian Council che ha visitato le famiglie colpite, il fatto che le vittime appartengono a famiglie povere o di dalit, spesso provenienti da altri Stati o membri di minoranze religiose. I genitori dei bambini scomparsi sostengono che i figli di famiglie ricche o di caste alte che abitano nei dintorni del paese non hanno perso i loro bambini. Anche se è accaduto che siano scomparsi, grazie all’aiuto della polizia e delle autorità sono stati riportati a casa sani e salvi.
 
John Dayal, segretario generale dell’All India Christian Council ha rivelato che il magistrate del distretto, Chouhan, e la polizia hanno fermato l’azione del suo team di indagine, sostenendo che la comunità cristiana, aiutandoli, vuole mettere le mani sui parenti delle vittime. Dayal ha replicato che il magistrato non ha compreso il motivo della visita della delegazione cristiana ai parenti delle vittime, che non ha lo scopo di convertirli, ma di portare l’amore e la cura che Gesù ha insegnato di offrire a chi è nel bisogno.
 
I parenti degli scomparsi hanno raccontato al team del Christian Council che la polizia aveva rifiutato le loro prime denunce di sparizione dei loro bambini. Dil Bahadur Sahi, un nepalese residente a Nithari, ha riferito il timore suo e di altri genitori che anche i loro figli siano stati presi da una serial killer. Tutti sostengono che se la polizia avesse dato ascolto alle loro prime denunce – presentate già da molti mesi – la vicenda si sarebbe conclusa prima.
 
Il governo dell’Uttar Pradesh ha detto che offrirà un aiuto pari a poco più di 11 mila dollari ai genitori delle vittime: ma finora solo otto genitori hanno ricevuto il sostegno, mentre gli altri, specialmente quelli che provengono da altri Stati, stanno ancora aspettando.
I giornali intanto raccontano che il primo ministro dello Stato non ha visitato Nithari, che è a soli 25 chilometri dalla capitale, nel timore della credenza per la quale i capi di governo che si recano in quella città perdono il posto.
 
Ora, l’All India Christian Council chiede: che il governo centrale offra aiuto psicologico alle famiglie colpite ed a quelle che vivono nel timore che anche i loro figli siano stati uccisi; che lo Stato e il governo centrale forniscano aiuto legale alle famiglie delle vittime; che sia avviata una commissione di inchiesta di alto livello; che si mettano a disposizione asili per i bambini che non vanno a scuola o che siano affidati ai servizi offerti da organizzazioni non governative.
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