13/09/2016, 08.54
INDIA
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Coprifuoco in Kashmir: per la prima volta vietata la festa di Eid-al-Adha

Oggi si celebra la festa del “sacrificio a Dio”, che segna la fine del pellegrinaggio alla Mecca. I musulmani non possono recarsi al tempio più famoso. Le autorità impongono di pregare nelle moschee locali. Elicotteri e droni sorvolano la zona per evitare assembramenti.

Srinagar (AsiaNews) – Per la prima volta in tutta la storia dell’India, oggi i musulmani residenti in Kashmir non potranno recarsi al famoso tempio Hazratbal di Srinagar, capitale estiva dello Stato, per celebrare la festa di Eid-al-Adha. Le autorità indiane infatti hanno imposto il coprifuoco in tutti i 10 distretti statali e hanno detto ai fedeli di pregare nelle moschee locali. Nel frattempo in tutto in territorio sono stati irrigiditi i controlli, mentre continuano gli scontri tra i manifestanti e la polizia, che hanno fatto salire il bilancio della protesta più violenta degli ultimi anni a 80 morti.

Oggi i fedeli musulmani celebrano la “festa del sacrificio a Dio” che segna la fine del pellegrinaggio alla Mecca. Di solito le celebrazioni in Kashmir prevedono il pellegrinaggio ad Hazratbal e il sacrificio rituale di pecore e capre. Oggi però i negozi sono chiusi, le piazze e i mercati deserti.

Per strada ci sono solo manifestanti, ai quali i leader separatisti hanno chiesto di bloccare l’autostrada nazionale che corre nella Valle. Nel frattempo le autorità di Delhi hanno fatto decollare elicotteri e droni per tenere sotto osservazione la zona ed evitare la formazione di raduni di persone.

Da quando le forze di sicurezza hanno ucciso Burhan Wani, uno dei leader separatisti più noti, è scoppiata una nuova ondata di violenze che sta provocando gravi danni per la popolazione locale. Ad oggi, oltre 10mila sono i feriti, le scuole sono chiuse, i bambini frequentano le lezioni solo grazie all’opera di alcuni volontari che hanno aperto le porte delle proprie abitazioni e delle moschee per garantire una continuità nell’insegnamento. A niente sono valsi gli appelli alla pace di personalità prestigiose come un gruppo di imam e Malala Yousafzai, Premio Nobel per la pace.

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