12/02/2014, 00.00
COREA
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Corea, il grido dei familiari divisi: Le riunificazioni non sono solo politica

Kang Neung-hwan ha 92 anni e un figlio in Corea del Nord che non ha mai neanche visto. Gli ha preparato un cesto di regali: medicine per la tosse, calzini e vitamine. Yu Seon-bi è più giovane, ha 80 anni, ma oggi dice: "Non so neanche se riuscirò a riconoscere i miei cari. Dopo 61 anni la memoria inizia a cedere".

Seoul (AsiaNews) - Le riunificazioni fra le famiglie divise dalla Guerra di Corea, programmate per il prossimo 20 febbraio, rappresentano per Kang Neung-hwan l'ultima occasione per conoscere il figlio. Kang ha 92 anni, è un commerciante sudcoreano in pensione e non ha mai visto il bambino: la moglie incinta rimase al Nord quando, 61 anni fa, Seoul e Pyongyang firmarono l'armistizio che divideva in due la penisola. Lui fu costretto a fuggire per motivi politici.

Kang, come racconta Bloomberg, è il più anziano dei 100 sudcoreani scelti attraverso una lotteria nazionale per rivedere i propri cari dall'altra parte del confine. Nel corso delle precedenti riunificazioni non ha mai avuto fortuna: in quelle del 2013 era compreso nel gruppo, ma poi l'evento venne annullato. Questa volta sa che tutto dipende dal dittatore di Pyongyang: Kim Jong-un, il "giovane maresciallo" erede di Kim Jong-il, potrebbe infatti annullare all'ultimo gli incontri. Ma, dice l'anziano, "non riuscirei ad arrivare alla prossima occasione".

Kang ha preparato un cesto pieno di regali per il figlio: vitamine, calzini, biancheria intima, dentifricio e sciroppo per la tosse. Potrebbero sembrare regali inusuali, ma per un nordcoreano di medio livello - la stragrande maggioranza della popolazione, escludendo l'elite politica e i circa 1,2 milioni di soldati - si tratta di merce di grande valore. Nel Paese, ultimo regime stalinista al mondo, questo tipo di oggetti è introvabile: soprattutto i medicinali per i problemi respiratori, considerando che la tubercolosi è oramai endemica in quasi tutte le province.

In attesa che il balletto politico fra Seoul e Pyongyang si concluda, Kang affida le sue speranze alla buona volontà delle parti in causa: "Non riesco a immaginare nulla di meglio. Non so dire cosa sarebbe più bello riuscire a fare. Qui non si parla solo di politica, ma di famiglia". Proprio oggi a Panmunjom - il villaggio dove venne firmato l'armistizio - sono in corso dialoghi di altissimo livello fra i due governi. La speranza dei familiari divisi è che non si ripeta quanto accaduto nel settembre 2013, ovvero una cancellazione all'ultimo minuto delle riunificazioni.

Yu Seon-bi, 80 anni, fa parte del fortunato gruppo di prescelti insieme a Kang. Nel Nord ha lasciato una sorella e un fratello: faceva parte anche lei del gruppo che venne fermato all'ultimo lo scorso anno, dato che il sistema di selezione privilegia le richieste di coloro che hanno parenti stretti dall'altra parte del confine.

Durante la visita di un funzionario della Croce Rossa di Seoul - l'organizzazione che gestisce i termini pratici delle riunificazioni - si è messa a piangere dopo aver sentito il nome della sua città natale. Compilando i moduli per gli incontri, che prevedono momenti insieme e gite turistiche, dice: "Non sono neanche sicura di essere in grado di riconoscere i miei familiari. Dopo 61 anni la memoria tende a cedere".

 

 

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