13/11/2010, 00.00
MEDIO ORIENTE
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Cristiani in Medio Oriente essenziali per la sopravvivenza del mondo arabo

Per Mshari Al – Zaydi, giornalista saudita, il fondamentalismo e la crisi economica hanno fatto dimenticare ai musulmani l’importanza dei cristiani nella costruzione dei loro Paesi. La società araba si sta auto-distruggendo e gli attacchi contro le minoranze sono un pretesto per sfogare su qualcuno la colpa dei fallimenti del mondo islamico. “Il pluralismo è la miglior protezione contro l’ignoranza e l’intolleranza”.

Londra (AsiaNews/Agenzie) – “I cristiani sono una parte essenziale del Medio Oriente. Lo stesso Gesù è nato in Palestina e si è fatto battezzare sulle rive del Giordano. I popoli Arabi dovrebbero coesistere con loro e difenderli”. E’ quanto afferma Mshari Al – Zaydi, giornalista saudita ed esperto di Islam dell’Asharq Al-Awsat, giornale arabo con sede a Londra.

In un articolo dal titolo “Ai nostri cittadini arabi cristiani” pubblicato oggi, Mshari analizza la drammatica situazione dei cristiani in Medio oriente, partendo dal recente attentato contro la chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso di Baghdad.

“Il sanguinoso assalto di Baghdad – afferma -  ha aperto le porte sulla grande questione dei cittadini cristiani nei Paesi del Medio Oriente e la loro futura presenza nella regione, ma ha anche aperto una ferita nel mondo arabo e islamico e ora dobbiamo comprendere quali sono le ragioni di questa crisi”. 

Mashari sottolinea che quanto accaduto in Iraq è solo l’ultimo capitolo di una campagna di sangue che ha come obiettivo tutti i cristiani iracheni, da Mosul a Baghdad. “Quello che sta accadendo in Iraq – continua – non può essere imputato solo alla diminuzione di sicurezza dovuta allo stallo politico. Non si può nemmeno dire che gli attacchi contro i cristiani sono il risultato della presenza americana nella regione o un piano segreto per mettere l’uno contro l’altro gli iracheni”. Il giornalista cita oltre al caso iracheno, altre situazioni di attacchi e di intolleranza contro i cristiani e altre minoranze, in Egitto, Libano, Yemen e altri Paesi a maggioranza musulmana. 

Citando l’intellettuale libanese Radwan al-Sayyd, Mshari fa notare che la situazione vissuta dai cristiani non dipende solo dalla crescita dell’estremismo islamico e della sua retorica contro l’occidente. Egli sottolinea che anche la crisi economica contribuisce all’esodo dei cristiani ed è spesso il reale pretesto degli attacchi contro le minoranze.

“La società araba – afferma – si sta auto–distruggendo e tra la gente c’è sempre presente il desiderio di trovare una scappatoia, un pretesto per scaricare la colpa del proprio fallimento e declino. Le minoranze da sempre rappresentano questa scappatoia per radicali ed estremisti, che le considerano la principale causa dell’inquinamento dei loro Paesi. L'idea che vi possa essere una pura e incontaminata identità nazionale con determinate caratteristiche è una forma di ingenuità intellettuale. Ma ciò che è più pericoloso è che si tratta di un'idea che entra in risonanza con gli istinti della popolazione, in questo momento alla ricerca di un demone per incolparlo dei mali della società”.

Mshari sottolinea che i cristiani hanno partecipato a fianco dei musulmani nella costruzione delle varie Nazioni arabe. “Le idee di quegli anni – dice – sono servite e continuano a servire come categorie di identità politica, che hanno raccolto molti intellettuali arabi, cristiani e musulmani, in movimenti moderati e non settari”. Per il giornalista è necessario riconsiderare la natura del mondo arabo a partire da quelle idee che in passato erano riuscite ad allontanare l’influenza dell’estremismo religioso, prendendo il meglio dalle varie fedi.  “Se la presenza cristiana viene completamente rimossa dal mondo arabo – continua - questa regione sarà a caratterizzata esclusivamente da musulmani e  perderà  la sua identità araba”. “Il pluralismo – afferma ancora Mshari – è la miglior protezione contro l’ignoranza e l’intolleranza”. 

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