30/11/2011, 00.00
NEPAL

Cristiani nepalesi ancora bersaglio degli estremisti indù

di Kalpit Parajuli
Tre gli attentati tra il 22 e il 28 novembre. Colpite una ong cristiana, una chiesa protestante e una scuola cattolica. Il Nepal Defense Army, gruppo terrorista indù, minaccia nuovi attacchi contro cristiani e minoranze religiose.
Kathmandu (AsiaNews) – Il Nepal Defense Army, gruppo terrorista indù, ha rivendicato i recenti attacchi contro una chiesa protestante , una ong e una scuola cattolica. In un comunicato gli estremisti attaccano i cristiani e li accusano di conversioni forzate. “Tutti I cristiani che  convertono gli indù dovrebbero essere espulsi dal Paese – affermano – I nostri attacchi continueranno finché l’induismo non diventerà religione di Stato”.

Avvenuti fra il 22 e il 28 novembre gli attentati non hanno provocato vittime e feriti. In questi giorni la polizia ha dato il via alle indagini, ma secondo molti attivisti questo è il risultato del clima di impunità che da anni caratterizza il Paese. Gli edifici presi di mira dai terroristi sono: la sede della Unified Mission to Nepal (Unm), la più grande organizzazione protestante del Paese, il St. Xavier College di Maitighar, prestigioso istituto cattolico e la Navajiwan Church di Kathmandu. In quest’ultima le forze di sicurezza hanno trovato l’ordigno prima dell’esplosione.

“E’ curioso che l’ultimo attacco sia avvenuto proprio la vigilia della Giornata internazionale contro l’impunità”, afferma Chirendra, responsabile del Satyal Catholic Social Communications, dove nel 2009  è esplosa una bomba che ha ucciso due donne e una bambina. “Garantendo l’amnistia dei membri dell’Nda – continua - il governo nepalese sta minacciando la vita di tutti i nepalesi, non solo delle minoranze”.

Bijayakumar Gachhadar, vice Primo ministro e ministro degli Interni, dice che il Paese è uno Stato laico e il governo sta facendo di tutto per difendere le minoranze e assicurare alla giustizia chi minaccia la loro vita. Tuttavia, cristiani e musulmani, accusano l’esecutivo di inefficienza. Spesso le indagini non portano a nulla e i crimini restano impuniti. Lo scorso 26 settembre è stato ucciso a Kathmandu Faizan Ahmad, leader del Partito islamico nepalese. Nonostante vi siano sospetti sugli estremisti indù, la polizia ha preferito concentrare le indagini all’interno della comunità musulmana, spiegando che l’uccisione potrebbe essere legato a una faida interna.

In questi anni il Nepal ha registrato diversi omicidi e attacchi contro le minoranze religiose, di solito per mano di estremisti indù. Nel 2008 alcuni uomini armati appartenenti a una frangia estremista uccidono a colpi di pistola p. John Prakah, sacerdote gesuita. Il 26 aprile 2008 l’Nda fa esplodere una bomba all’interno della moschea di Birantnagar, uccidendo due persone. Il 23 maggio 2009, lo stesso gruppo, piazza un ordigno nella cattedrale cattolica dell’Assunzione di Kathmandu. Il bilancio è di due morti e 13 feriti.

Agli attacchi dei gruppi terroristi si aggiunge la minaccia delle leggi anticonversione, proposte da alcuni partiti conservatori, che se approvate saranno inserite nel nuovo codice penale al vaglio in parlamento insieme alla costituzione. Le pene prevedono l’arresto e la condanna a cinque anni per chi predica e diffonde materiale religioso che possa offendere la religione indù. Fra gli atti passibili di arresto è compresa la macellazione di bovini vicino alle aree sacre induiste.
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