23/08/2016, 12.44
SINGAPORE – CAMBOGIA
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Cure mediche e borse di studio: l’impegno di un cattolico per la Cambogia

Da sei anni il medico singaporiano Joseph Ong Yew Jin passa le vacanze estive a Poipet insieme ai suoi studenti, dove aiuta gli abitanti locali. Insieme alle suore egli fornisce controlli medici gratuiti e trova fondi per gli studi di alcuni ragazzi cambogiani. “Lo faccio per la mia fede e per i rapporti che ho sviluppato negli anni. Questa gente è pronta a donare se ne ha la possibilità”.

 

Roma (AsiaNews) – Passare le proprie vacanze nelle zone rurali della Cambogia per portare medicine, fare controlli sanitari alla popolazione ed educare all’igiene di base. È quello che fa da qualche anno il dott. Joseph Ong Yew Jin, medico singaporiano specializzato in cure palliative. “Ho iniziato nel 2010 – racconta ad AsiaNews – con un gruppo di studenti di medicina della National University of Singapore. Ogni estate andiamo nell’area chiamata Poipet, vicino al confine nord-occidentale con la Thailandia, dove collaboriamo con le suore della Società del Sacro Cuore di Gesù”.

Le religiose gestiscono un asilo e si occupano della parrocchia. “Quando andiamo là – spiega Joseph – facciamo il giro dei villaggi accompagnati da tre abitanti locali: stiamo due giorni in ogni centro. Per prima cosa forniamo controlli sanitari gratuiti agli abitanti, con apparecchiature che portiamo da Singapore o che affittiamo dalle cliniche cambogiane. Se troviamo delle malattie, portiamo il paziente all’ospedale più vicino per ulteriori controlli”.

Con il passare degli anni, la collaborazione con le istituzioni cambogiane è diventata sempre più forte: “Si è creato un legame fra i miei studenti e quelli dell’università di Phnom Penh, che incuriositi si offrono volontari per lavorare con noi”.

La seconda opera che svolgono i medici è quella di fornire borse di studio ai ragazzi locali, sia per le scuole superiori che per l’università, non solo per la facoltà di medicina. “Il primo gruppo di studenti che abbiamo aiutato – afferma Joseph – si è laureato quest’anno e due di loro hanno studiato infermieristica. Ora forse torneranno a Poipet per lavorare con le suore. La nostra speranza è che, una volta laureati, i ragazzi donino le loro abilità alla comunità”.

Questa iniziativa non è nata da un’idea di Joseph. “Nel 2009 – racconta il medico – sono entrato a far parte del gruppo Acts (A Call To Share), fondato dal dott. John Lee e da sua moglie. Loro, singaporiani, collaboravano da tempo con i salesiani di Phnom Penh e avevano contatti con p. Enrique Figaredo Alvargonzález, prefetto di Battambang. Andando con loro ho incontrato il sacerdote, e tramite lui ho conosciuto le suore di Poipet”.

Quando gli si chiedono le ragioni del suo impegno, Joseph risponde: “Penso che la ragione per la quale continuo a fare questo sia in parte la mia fede, che mi ha insegnato l’importanza di aiutare il prossimo, e in parte i rapporti che ho sviluppato in questi anni. Anche molti degli studenti che vengono con me – di cui uno solo è cattolico – continuano grazie alle amicizie che hanno stretto con i ragazzi cambogiani. Venendo con me scoprono qualcosa di significativo da fare”.

Joseph è diventato cattolico durante gli anni universitari: “La mia fede – racconta – mi sprona a continuare questo lavoro, mi incoraggia a capire quanto la gente che serviamo abbia bisogno e anche quanto sia pronta a dare, se ne ha la possibilità”.

Andando spesso in Cambogia, il medico si è accorto della grande “urgenza educativa che c’è. Molti giovani hanno voglia di cambiamento ma non hanno le opportunità. A Singapore le scuole dei missionari hanno fatto la differenza nello sviluppo del Paese, mentre in Cambogia dopo i Khmer rossi si è creato un grande vuoto nella conoscenza. Io lo vedo nel campo medico, dove mancano le nozioni di base. Se guardiamo al lungo periodo, il settore dove la Chiesa può fare tanto è proprio l’istruzione”.

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