29/01/2021, 09.01
INDIA
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Delhi, la polizia ordina agli agricoltori di fermare le proteste contro la riforma agraria

Le Forze dell’ordine vogliono che si sgomberino gli accampamenti alle porte della capitale. Sale la tensione dopo gli scontri del 26 gennaio. Annullata la grande manifestazione del primo febbraio. Presidente Kovind: il provvedimento aiuta i contadini. L’opposizione a Modi appoggia le proteste.

New Delhi (AsiaNews) – La polizia ha ordinato agli agricoltori che si oppongono alla riforma agraria di sgomberare i loro accampamenti alle porte della capitale e di fermare le dimostrazioni. Parte delle migliaia di manifestanti si sono opposti oggi alla richiesta: essi hanno promesso di portare avanti la protesta finché il provvedimento non sarà abolito dal governo di Narendra Modi.

Il 26 gennaio, in coincidenza con la Festa della repubblica, decine di migliaia di manifestanti hanno invaso il centro della capitale con i propri trattori, scontrandosi con le Forze dell’ordine: il bilancio è di un morto fra i dimostranti e 400 feriti, soprattutto poliziotti. Le autorità hanno reagito con una serie di arresti, oltre a intensificare la presenza della polizia ai margini dei campi organizzati dai contadini. Da fine novembre i manifestanti hanno bloccato diverse arterie autostradali alla periferia di Delhi, provocando grandi problemi alla circolazione urbana e al tessuto industriale dell’area.

Dopo le violenze di tre giorni fa, il fronte degli agricoltori si è spaccato. Due delle 42 sigle sindacali che hanno organizzato le proteste si sono ritirate. La grande manifestazione del primo febbraio davanti al Parlamento è stata annullata.

Approvata in settembre, la riforma liberalizza il mercato agricolo: gli agricoltori indiani possono vendere ora a chiunque a qualsiasi prezzo, invece di essere obbligati a cedere i raccolti a depositi statali a un prezzo fisso. I coltivatori – soprattutto quelli con piccoli appezzamenti – vogliono che la riforma sia smantellata e che sia ripristinato il precedente sistema “controllato”, con la garanzia di un prezzo minimo per i loro prodotti. Il timore dei contadini è che con le nuove regole i grandi gruppi monopolizzino il mercato imponendo prezzi più concorrenziali.

Modi difende l’iniziativa, affermando che porterà grandi vantaggi a decine di milioni di coltivatori. I sostenitori del governo osservano che la normativa non elimina il sistema d’acquisto a un prezzo fissato di riso e granaglie da parte delle agenzie pubbliche. La maggior parte degli economisti e degli esperti indiani la pensa allo stesso modo. Essi criticano però il governo per non aver consultato gli agricoltori prima di varare il provvedimento.

Parlando oggi ai due rami del Parlamento, il presidente Ram Nath Kovind ha provato ad allentare la tensione. Egli ha sostenuto che la riforma sarà di beneficio per gli agricoltori. Di parere opposto 18 partiti dell’opposizione, che hanno deciso di boicottare il discorso di Kovind in solidarietà con i contadini. Anche il chief minister di Delhi, Arvind Kejriwal, continua ad appoggiare i manifestanti.

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