03/03/2018, 09.01
CINA–INDIA
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Delhi ai suoi funzionari: evitare la partecipazione a eventi con il Dalai Lama

Una circolare è diffusa dal segretario agli Esteri. Alla fine di marzo si commemora il 60mo anniversario della rivolta di Lhasa. “Momento delicato nelle relazioni tra India e Cina”. Una seconda nota chiarisce che il leader del buddismo tibetano è “libero di condurre le attività religiose in India”.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Ha sollevato un mare di polemiche la diffusione di una circolare interna con cui il segretario agli Esteri indiano inviata tutti i funzionari di governo e i leader politici ad “evitare la partecipazione a qualsiasi evento cui sia prevista la presenza del Dalai Lama”. Non solo, la stessa nota sottolinea che è “un periodo molto delicato nel contesto delle relazioni tra India e Cina”. A fine marzo infatti in molte parti del territorio indiano sono previste celebrazioni per commemorare il 60mo anniversario della rivolta di Lhasa, in Tibet, che costrinse all’esilio il leader del buddismo tibetano. Da parte sua però, Pechino ha sempre accusato il Dalai Lama di essere un “pericoloso separatista” e un “lupo vestito da monaco”.

La direttiva che ha destato scalpore è stata scritta il 22 febbraio da Vijay Gokhale, segretario agli Esteri, e indirizzata a P K Sinha, segretario di gabinetto dell’Unione. A sua volta, Sinha ha diramato le disposizioni per tutti i funzionari di governo. In quest’ultima egli afferma che “non è desiderabile” la partecipazione ad eventi che coinvolgono i buddisti in esilio. Gokhale poi ha scritto che tale partecipazione “deve essere scoraggiata”.

Tra i due più grandi Paesi asiatici lo scorso anno si è rischiato lo scontro militare per una disputa territoriale sull’altopiano di Doklam, in Bhutan. I rapporti, seppur in fase di miglioramento, sono sempre sul filo del rasoio. In particolare Pechino non ha mai perdonato a New Delhi il fatto di aver accolto nel suo territorio il governo tibetano in esilio, che risiede a Dharamshala, in Himachal Pradesh.

Nel tentativo di arginare l’ondata di critiche, ieri il Ministero degli esteri ha diffuso un’altra nota in cui specifica che al leader spirituale dei tibetani è “accordata ogni libertà di portare aventi le sue attività religiose in India”. La dichiarazione del dicastero afferma che “la posizione del governo dell’India su Sua Santità il Dalai Lama è chiara e coerente. Egli è un illustre leader religioso ed è profondamente rispettato dalla popolazione dell’India. Non esiste alcun cambiamento su questa posizione”.

 

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