17/12/2018, 10.26
INDIA
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Delhi: la più grande scuola cristiana nel mirino del governo

L’accusa contestata al preside è di aver alzato le rette scolastiche del 2016. La scuola è aperta da 48 anni e la Costituzione indiana le dà il diritto di autoregolamentarsi. I bambini saranno trasferiti nelle scuole pubbliche. L’obiettivo “è porre sotto controllo gli istituti delle minoranze”.

Delhi (AsiaNews) – Le autorità indiane hanno posto sotto la lente d’ingrandimento la Mount Carmel School di Delhi, la più importante scuola cristiana della capitale, con circa 3mila alunni. Il governo accusa la dirigenza di aver alzato le tasse senza previo avviso. Per questo, senza alcuna comunicazione, l’amministrazione ha deciso di toglierle lo status d’istituto scolastico, dopo 48 anni attività. Ad AsiaNews il preside Michael Williams protesta: “Siamo un istituto privato e possiamo autoregolamentarci. Non dipendiamo da nessuno. Ora a rischio ci sono 250 insegnanti e migliaia di bambini. I loro titoli non verranno riconosciuti”.

La vicenda della scuola è emersa il 13 dicembre con una petizione lanciata sulla piattaforma internazionale change.org. Il giorno successivo, racconta il preside, “mi è arrivato l’avviso in forma cartacea che i titoli rilasciati dalla nostra scuola non saranno più validi. Nella lettera il governo mi avverte che a poco a poco i ragazzi verranno trasferiti nelle scuole pubbliche”.

La scuola sarà declassata a partire dal primo aprile 2019. Al preside viene contestata l’accusa di aver alzato le rette dell’anno accademico del 2016 senza il permesso del governo centrale. “Ma questo – dice il dirigente – è avvenuto ben due anni fa, mentre l’avviso arriva solo adesso”. Williams spiega che “ogni Stato indiano ha una propria regolamentazione locale in tema d’istruzione. Gli unici istituti che possono gestirsi in maniera autonoma e libera sono quelli delle minoranze, così come stabilito dall’art. 30 della Costituzione indiana”. In quanto scuola della minoranza cristiana, continua, “abbiamo una grande autonomia sulle materie scolastiche, sul metodo d’insegnamento”.

Negli ultimi anni, con il governo nazionalista alla guida del Paese, le scuole cristiane sono finite sotto attacco da parte dei nazionalisti indù. Il caso più eclatante è stato quello avvenuto a gennaio nel college cattolico di Vidisha, in Madhya Pradesh, dove i radicali pretendevano di entrare per celebrare un rituale indù in onore della “Madre India”.

Secondo il preside, “l’obiettivo è porre sotto controllo le scuole delle minoranze”. Le minoranze, dichiara in conclusione, “godono di un diritto che deriva dalla Costituzione, non dalle leggi statali che ad essa si rifanno. Il nostro diritto deriva dall’articolo 30 e dovremmo avere maggiore libertà. L’India ha bisogno di più scuole, di educare i propri figli. Perché chiudere una buona scuola? È nel maggior interesse del Paese tenere aperte le scuole che funzionano”.

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