29/01/2008, 00.00
TURCHIA
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Divisi a Ravenna, gli ortodossi russi ed estoni torneranno a parlarsi

Bartolomeo I sta promuovendo un incontro con il patriarcato di Mosca, che lasciò i colloqui con i cattolici per la presenza di Tallin. Concludendo la preghiera per l’unità dei cristiani il patriarca ecumenico esprime la volontà di accelerare i tempi per la piena unità. “Storica” la comune dichiarazione di Ravenna tra cattolici ed ortodossi. L'importanza dell'annuncio del cristianesimo a Hong Kong.
Istanbul (AsiaNews) – Si incontreranno il Patriarcato di Mosca e la Chiesa apostolica estone, le divergenze tra le quali hanno rischiato di far saltare l’incontro di Ravenna tra cattolici ed ortodossi e sono state all’origine della decisione russa di allontanarsi dall’incontro svoltosi nella città italiana. Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli ha infatti invitato le due Chiese ad una riunione nel prossimo mese, in luogo da definire. L’obiettivo è quello di smussare il contrasto esistente dopo la decisione presa nel 1996 dalla Chiesa estone di distaccarsi da Mosca. Questo, spiegano ad Istanbul, perché non è giusto diffondere un’immagine di un mondo ortodosso, ricco di tradizioni, diviso.
 
Il Patriarcato ecumenico sarà rappresentato dal metropolita di Pergamo Ioannis Zizioulas e quella estone dal metropolita di Tallin. Si attende la riposta di Mosca, l’adesione della quale è però ritenuta certa.
 
La promozione dell’incontro tra le due Chiese ortodosse è l’ultimo avvenimento di una settimana che ha vistola conclusione delle preghiere per l’unità dei cristiani e nella quale, per la prima volta, un primo ministro turco, Erdogan, ha parlato del ruolo ecumenico del patriarcato di Costantinopoli, parole confermate in seguito anche dalle dichiarazioni del ministro degli esteri Babacan, per il quale occorre superare antichi tabù.
 
La suggestiva celebrazione dei vespri bizantini nella chiesa di San Giorgio, al Fanar, sede del patriarca ecumenico ha segnato la conclusione della preghiera per l’unità dei cristiani. Al rito, accanto al patriarca ecumenico, erano presenti i rappresentanti di tutte le confessioni cristiane di Istanbul e, per la prima volta, molti giovani stranieri. Non è casuale che tutto si sia svolto davanti alle reliquie di Giovanni Crisostomo, restituite nel 2004 da Giovanni Paolo II. Segno di come l’unità dei cristiani è un obbligo.
 
Proprio Bartolomeo, nella sua breve, ma significativa omelia ha detto che occorre pregare, ma si deve anche lavorare sodo e presto. Il Fanar, ha continuato, come coordinatore con altre Chiese è presente in varie organizzazioni dedicate al dialogo per l’unità dei cristiani e vuole accelerare i tempi per la piena comunione. In seguito il metropolita Gennadios di Sassimon, segretario della commissione mista per il dialogo tra cattolici ed ortodossi, ha esposto la storia del dialogo tra i cristiani ha sottolineato l’importanza storica della comune dichiarazione di Ravenna tra cattolici ed ortodossi.
 
Significativo è stato anche il discorso fatto poco prima da Bartolomeo nella consegna del crocifisso al nuovo vescovo di Hong Kong, Nektarios, nel quale ha messo in risalto l’importanza della testimonianza cristiana in quelle terre. Il Patriarcato ecumenico, ha detto, dà molto importanza alla possibilità di far conoscere il messaggio di nostro Signore a quelle anime che desiderano l’incontro col vero Dio, per le quali le religioni dell’oriente, benché contengano alcuni semi di verità, non soddisfano la ricerca della vera testimonianza della verità. “Non dobbiamo deluderli”. E, continua Bartolomeo, “l’ignoranza, i sospetti, i pregiudizi culturali e politici, l’intolleranza, l’eredità del passato ed alcune volte gli errori di noi cristiani, creano delle situazioni di non facile soluzione ed inducono un atteggiamento poco amichevole nei confronti dei missionari cristiani. Come facente parte del Patriarcato ecumenico, il sacrificio per il tuo prossimo deve essere il tuo riferimento, imitando sempre l’apostolo Paolo, del quale quest’anno si festeggia il bimillenario della nascita”. (NT)
 
 FOTO: N. Manginas
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