22 Ottobre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 19/09/2016, 12.00

    FILIPPINE

    Duterte usa la retorica del “buon padre” e i militari per creare una dittatura



    Il presidente filippino ha chiesto un’estensione di altri sei mesi alla sua “guerra contro la droga” che, finora, ha provocato più di 3mila vittime: “Anche se vorrei, non posso uccidere tutti i narcotrafficanti”. Analista ad AsiaNews: “Sta ripercorrendo i passi di Marcos, presentandosi come padre della nazione e cercando l’appoggio dell’esercito”. Il card. Tagle apre l’arcidiocesi ai drogati: “Non buttiamo a mare la vita, siamo qui per voi”.

    Manila (AsiaNews) – La retorica del “padre amorevole della nazione”, il pugno duro contro i presunti trafficanti di droga e l’appoggio dell’esercito “sono i tre elementi che il presidente filippino Rodrigo Duterte sta usando per riportare la dittatura nel Paese”. Lo dice ad AsiaNews un analista locale, anonimo per motivi di sicurezza, che spiega: “I suoi primi passi una volta giunto al potere ricordano da vicino quelli dell’ex dittatore Ferdinando Marcos. È impressionante”.

    L’escalation di violenza nel Paese sembra in effetti inarrestabile: “Nella sua campagna elettorale – spiega l’analista – aveva promesso 100mila trafficanti morti. Sembrava la sparata di un uomo politico abituato a presentarsi come ‘uomo forte’, decisionista. Ma con questi ritmi potrebbe davvero uccidere 100mila persone senza un processo e senza una seria opposizione parlamentare. Serve un risveglio della società civile”.

    In effetti, dall’elezione di Duterte avvenuta lo scorso maggio 2016, sono stati uccisi circa 3mila presunti spacciatori di droga filippini. Gli autori della mattanza sono in parte membri della polizia, che parlano di uccisioni “avvenute durante scontri a fuoco”: secondo i dati ufficiali, circa mille vittime. Ma sono coinvolti anche “vigilanti” privati interessati a riscuotere le taglie non ufficiali promesse – sottobanco – dalle varie autorità locali: questi avrebbero ucciso altre 2mila persone. Il modello è quello degli “squadroni della morte” dell’epoca di Marcos, che Duterte ha applicato nella città di Davao nei 20 anni in cui è stato sindaco.

    Ieri sera, inoltre, il presidente ha chiesto un’estensione di “circa sei mesi” alla sua guerra contro il narcotraffico: “Non avevo idea delle reali dimensioni di questa piaga fino a che non sono stato eletto. Ora ho bisogno di un altro poco di tempo, diciamo sei mesi. Anche se vorrei, non posso ucciderli tutti”. Il riferimento è appunto agli spacciatori, che tuttavia vengono eliminati senza un apparato giuridico e senza una sentenza.

    Il modello, spiega ancora la fonte di AsiaNews, “è quello di Marcos. Duterte si presenta con la retorica del buon padre di famiglia, duro ma giusto. In più di un’occasione, davanti alle timide proteste che gli sono state rivolte per questa mattanza, ha detto: ‘Cosa fareste se uno spacciatore entrasse nella vostra casa per avvelenare i vostri figli? Uno gli dice di smetterla, ma se non viene ascoltato spara. E io voglio essere un padre per le Filippine’. Dietro queste dichiarazioni vi è un enorme disprezzo per il sistema democratico”.

    Ma la retorica non basta “e Duterte lo sa. Ecco perché in queste ultime settimane, nel silenzio generale, ha iniziato una visita delle caserme di tutto il Paese. Come per il Libano e la Turchia, anche nelle Filippine i militari sono i garanti della democrazia. Se riesce a portarli dalla sua parte, come fece Marcos, la situazione si farà davvero preoccupante”.

    La Chiesa cattolica ha in più occasioni criticato la “guerra alla droga” dell’esecutivo e ha chiesto alle forze dell’ordine di “ritrovare lo spirito della giustizia”. Per cercare di limitare i danni, l’arcivescovo di Manila ha spronato le parrocchie della capitale a fornire assistenza e programmi di disintossicazione: “Siamo qui per voi. Non sprechiamo la vita umana: è importante e deve essere protetta”. Dal punto di vista pratico, attraverso la pastorale arcidiocesana per la salute i cattolici di Manila prepareranno e offriranno – dopo la disintossicazione – sostegno spirituale, formazione professionale e avviamento al lavoro.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    08/09/2017 08:57:00 FILIPPINE
    Card. Tagle: Le campane a morto contro la distruzione delle vite

    L’arcivescovo di Manila rilancia la tradizione del suono delle campane alla sera per ricordare i defunti. “Non possiamo promuovere una cultura filippina umana e decente con le uccisioni”. L’appello a pastori e laici per la solidarietà con le vittime e le loro famiglie, in polemica con la campagna di "pulizia" lanciata dal presidente Duterte.



    21/09/2017 09:03:00 FILIPPINE
    Manila, Duterte al figlio: ‘Se colpevole, sei morto’

    Paolo Duterte è accusato di associazione a delinquere e traffico di droga. Il giovane politico nega di aver introdotto nel Paese metamfetamina per 120milioni di euro. Deputati dell'opposizione affermano che presidente e famiglia sono da tempo coinvolti in attività illecite. 



    01/09/2016 10:19:00 FILIPPINE
    Ausiliare di Manila: Ombre di Marcos sul Paese, ma la Chiesa vigila

    La “guerra alla droga” lanciata dal presidente Duterte nelle Filippine “ha scatenato un ampio dibattito. Non sappiamo neanche se le vittime fossero tutte davvero coinvolte in traffici illeciti, ma comunque non si può permettere una giustizia così sommaria”. Il vescovo ausiliare della capitale, mons. Broderick S. Pabillo, lancia attraverso AsiaNews un appello all’unità nazionale: “Abbiamo bisogno di essere compatti contro la deriva che sta prendendo il governo”.



    30/08/2016 15:15:00 FILIPPINE
    Card. Tagle: Omicidi extragiudiziari e aborto, due facce della stessa piaga

    L’arcivescovo di Manila condanna la “strage impunita” in atto nel Paese ma allarga il campo: “La vita va difesa in ogni sua forma. Dobbiamo preoccuparci per quello che avviene per le strade, ma anche delle interruzioni di gravidanza! Sono anche queste delle forme di omicidio”.



    13/10/2017 15:39:00 FILIPPINE
    Duterte minaccia l’espulsione dei diplomatici europei

    Cambio di strategia nella guerra antidroga. Nel mirino fornitori e “pesci grossi”. Il presidente rimuove la polizia nazionale delle operazioni e attacca i detrattori. A picco il grado di apprezzamento dell’elettorato filippino.





    In evidenza

    MYANMAR
    Non solo Rohingya: la persecuzione delle minoranze cristiane in Myanmar



    La sofferenza di Kachin, Chin e Naga. La discriminazione su basi religiose è in certi casi addirittura istituzionalizzata. I cristiani sono visti come espressione di una fede straniera ed in contrasto con la visione nazionalista. Per anni il regime militare ha introdotto feroci misure discriminatorie.


    VATICANO - ASIA
    Il mondo ha urgenza della missione della Chiesa

    Bernardo Cervellera

    Ottobre è un mese consacrato al risveglio della missione fra i cristiani. Nel mondo c’è indifferenza o inimicizia verso Dio e la Chiesa. Le religioni sono considerate la fonte di tutte le guerre. Il cristianesimo è l’incontro con una Persona, che cambia la vita del fedele e lo mette al servizio delle ferite del mondo, lacerato da frustrazioni e guerre fratricide. L’esempio del patriarca di Baghdad e del presidente della Corea del Sud.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®