19/01/2012, 00.00
INDONESIA
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East Java: cresce la tensione fra sunniti e sciiti, timori di un conflitto

di Mathias Hariyadi
Il leader locale del Nadhlatul Ulama invoca l’intervento della polizia contro il capo della comunità sciita Tajul Muluk. Secondo l’accusa fomenta divisioni interconfessionali e promuove insegnamenti “illeciti” sull’islam.
Jakarta (AsiaNews) – Nella provincia di East Java cresce la tensione fra la maggioranza musulmana sunnita e la minoranza sciita. Attivisti per i diritti umani e il dialogo interreligioso lanciano appelli alla calma e invitano la polizia a garantire la sicurezza. Tuttavia, una frangia locale del Nadhlatul Ulama (Nu) – il più importante movimento musulmano moderato indonesiano – invoca l’intervento delle forze dell’ordine, perché arrestino il leader sciita di una comunità nell’isola di Madura. Egli deve essere “cacciato via” dalla zona, perché fomenta divisioni interconfessionali e promuove una visione distorta delle fede islamica.

Dal 17 gennaio scorso si registra un aumento della tensione fra sunniti e sciiti nell’isola di Madura, che potrebbe sfociare in un “conflitto” aperto. Il leader Nu della provincia di East Java (Pwnu Jatim) Kiai Hajj Mutawakil Alallah si appella alla polizia, perché “arresti” Kiai Hajj Tajul Muluk, capo religioso della comunità sciita a Nangkernang, nel sotto-distretto di Ombeg, reggenza di Sampang, nell’isola di Madura. Per il fronte sunnita, gli agenti non dovrebbero colpire solo quanti continuano – dalla fine del 2011 – a portare attacchi alla comunità sciita di Madura; a questo, aggiunge il capo religioso, bisogna fermare chi promuove lo scontro interconfessionale e, in particolare, Tajul Muluk che promuove insegnamenti “illeciti” come stabilito dallo stesso Nu e da esponenti del Consiglio degli ulema indonesiani (Mui).

Intanto diversi gruppi impegnati a difesa dei diritti umani e attivisti per il dialogo interreligioso, a differenza del leader sunnita Kiai Hajj Mutawakil Alallah, chiedono alla polizia di tutelare la sicurezza del capo sciita Tajul Muluk e riportare la pace in seno alla comunità islamica. Aan Anshori, giovane studioso del Nu di East Java, non nasconde le proprie preoccupazioni.

L’Indonesia, spiega ad AsiaNews, mostra sempre più falle nella tutela della libertà religiosa e proprio la provincia di East Java si rivela come “il più violento” fra i territori dell’arcipelago, come testimoniato dall’ondata di violenze contro gli ahmadi. E conclude: dalla morte dell’ex presidente Abdurrahman “Gus Dur” Wahid, lo “spirito di tolleranza è in netto declino”. 
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