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  • » 19/12/2014, 00.00

    MACAO-HONG KONG-CINA

    Effetto Occupy: Proibiti gli ombrelli nella visita di Xi Jinping a Macao (anche con la pioggia)

    Paul Wang

    Attivisti di Hong Kong espulsi dall'ex colonia portoghese. Al Macau Ferry Pier ombrelli aperti e domanda di libertà per tutti i prigionieri politici cinesi. Cresciuti gli oppositori ad Occupy (38%; +9%). Il 43,1% è contrario alla riforma elettorale cinese. Almeno 1,2 milioni di persone hanno partecipato ai sit-in di Occupy.

    Macao (AsiaNews) - Macao ha accolto con la pioggia il presidente cinese Xi Jinping e sua moglie Peng Liyuan, in visita per due giorni per celebrare i 15 anni del ritorno alla madrepatria dell'antica colonia portoghese. Ma seppure in presenza della pioggia, il cerimoniale ha escluso l'uso di ombrelli anche per il pubblico: sono ammessi solo impermeabili, offerti pure agli illustri ospiti.

    Il motivo: l'ombrello è divenuto un simbolo della democrazia da quando i giovani di Occupy Central  lo hanno usato per difendersi dagli spray urticanti e dagli idranti della polizia di Hong Kong.

    La "rivoluzione degli ombrelli" e i sit-in di Occupy sono conclusi, ma le paure del governo cinese  e di Macao restano: a mezz'ora dall'arrivo di Xi, un gruppo di attivisti provenienti da Hong Kong  sono stati rispediti indietro; lo stesso per quattro giornalisti di Apple Daily, il quotidiano legato a Jimmy Lai, l'imprenditore sostenitore del movimento democratico. A Hong Kong, alla fermata dei traghetti per Macao (Macau Ferry Pier), senza dare alcun motivo, sono stati allontanati il parlamentare Leung Kwok-hung, famoso per il suo attivismo pro-democrazia, e alcuni suoi collaboratori (v. foto). Essi hanno avuto il tempo di aprire degli ombrelli, domandando per Hong Kong e Macao vere elezioni democratiche. In più essi hanno domandato la libertà per tutti i prigionieri  politici e in particolare per gli attivisti cinesi arrestati per aver mostrato simpatie verso Occupy.

    Intanto ad Hong Kong si valuta l'esperienza di Occupy Central, l'impegno per il suffragio universale, i sit-in che hanno bloccato per oltre due mesi alcune zone centrali del territorio per criticare la pretesa di Pechino di voler controllare e scegliere i candidati alle elezioni.

    Un sondaggio pubblicato oggi dall'Hong Kong Economic Journal e redatta dal Centro di comunicazione sulla pubblica opinione della Chinese University di Hong Kong, mostra che il 38% degli intervistati sostengono la riforma elettorale proposta da Pechino, con un aumento del 9% rispetto ai dati di settembre scorso, prima delle manifestazioni di Occupy. Il dato ha fatto esultare il campo parlamentare pro-Cina.

    Il sondaggio mostra però che il 43,1% degli intervistati è favorevole al boicottaggio della proposta cinese, che di fatto esclude parlamentari democratici dal concorrere al posto di capo dell'esecutivo.

    Il sondaggio mostra anche che almeno il 76,2% è contrario a nuove forme di occupazione di suolo pubblico; il 33,9 è favorevole. Il risultato, secondo gli esperti, mostra che vi è un consistente sostegno al movimento, ma si critica la strategia finora adottata.

    I dati rendono noto che almeno il 20,1% della popolazione ha visitato i luoghi occupati. Ciò significa che circa 1,2 milioni di persone hanno preso parte alle proteste.

    Ivan Choi, un commentatore politico della Chinese University, ha detto che il governo non può far finta di nulla e ignorare questa forte domanda per il cambiamento.

     

     

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