27 Aprile 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 09/09/2011
EGITTO
Egitto, partiti laici in piazza per dare una sterzata alla rivoluzione dei gelsomini
Alla protesta hanno aderito migliaia di giovani, ma non i partiti islamici. Fra le richieste la fine della legge marziale e l’espulsione degli ex delle regime dalle istituzioni. Egitto ormai diviso fra laici democratici e partiti islamici. Cresce la paura fra i cristiani.

Il Cairo (AsiaNews) – Migliaia di giovani egiziani – meno di quanto annunciato nei giorni scorsi - hanno manifestato in piazza Tahrir per sollecitare l’esercito a mantenere le promesse fatte dopo la caduta di Mubarak. Guidati dallo slogan “Correggiamo il sentiero della rivoluzione”, i manifestanti hanno chiesto di purificare le istituzioni dagli ex del regime, riformare la giustizia e porre fine all’utilizzo della corte marziale per i processi contro i manifestanti arrestati in gennaio.

Organizzata dai partiti liberali, fra cui il Movimento 6 aprile, il Fronte nazionale democratico e il Partito Adl, la protesta è stata disertata dai partiti islamici, che in questi giorni hanno minimizzato le richieste dei giovani liberali, giudicandole prive di contenuto.

P. Rafic Greche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, spiega che da tempo i partiti musulmani tendono ad ostacolare le manifestazioni contro l’esercito. “I Fratelli musulmani – afferma – vogliono vincere le elezioni di novembre e cercano l’appoggio dei militari”. Per il sacerdote l’Egitto è ormai spaccato in due. Da una parte ci sono Fratelli musulmani, salafiti e movimenti islamici tradizionalisti che vogliono trasformare il Paese in una repubblica islamica basata sulla sharia. Dall’altra i partiti democratici laici che lottano per un governo laico rispettoso dei diritti umani e delle minoranze religiose. Essi portano avanti i veri valori della Rivoluzione dei gelsomini, cavalcata solo in seguito dagli estremisti.

Nonostante il processo in corso a Hosni Mubarak abbia catalizzato gran parte dell’opinione pubblica egiziana e mondiale, mostrandosi come interfaccia del nuovo Egitto, secondo fonti di AsiaNews poco o nulla cambiato a quasi otto mesi dalla caduta del rais. “La popolazione – spiegano – ha paura e non sa cosa accadrà in futuro. Per le strade non c’è sicurezza. Si fa fatica ad arrivare a fine mese per colpa della grave crisi economica aggravata dall’instabilità sociale”. Le fonti sottolineano che l’unico attore che ha in mano questa situazione è l’esercito. “I militari stanno cercando di mediare fra le varie fazioni politiche nate dopo la rivoluzione e i movimenti islamici, ma di fatto sono inermi”.

La crisi sociale si percepisce soprattutto nella campagne e nei distretti dell’Alto Egitto, lontano dalla capitale, dove gli estremisti agiscono indisturbati. “I salafiti vogliono imporre a tutti gli usi islamici – affermano le fonti - come ad esempio il wudu, il rito della purificazione del corpo che ogni musulmano deve eseguire prima di pregare. Purtroppo in questa situazione le uniche vittime sono i cristiani e le minoranze non islamiche”.

Secondo notizie non confermate, nel villaggio di Elmarinab (provincia di Aswan), un gruppo di musulmani avrebbe sequestrato nei giorni scorsi l’intera comunità copta locale, per obbligarli a demolire la copula della chiesa di S. Giorgio realizzata senza il permesso delle autorità. (S.C.)
 

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
29/07/2011 EGITTO
Decine di migliaia in piazza Tahrir chiedono un'identità araba e islamica per il Paese
03/07/2013 EGITTO
Scade l'ultimatum dell'esercito. Milioni di egiziani affollano piazze e strade
16/05/2011 EGITTO
Partiti laici egiziani insieme per frenare il dominio dei Fratelli musulmani
26/01/2013 EGITTO
Egitto, ancora scontri fra polizia e manifestanti: 12 morti e quasi 500 feriti
25/01/2013 EGITTO
Giovane leader egiziano: L'Occidente sostenga la nostra lotta contro gli islamisti

In evidenza
VATICANO
Papa: Il ricordo e la preghiera per una “nuova tragedia” dei migranti, “fratelli nostri” che “cercavano la felicità”Al Regina Caeli, papa Francesco fa pregare per le centinaia di vittime del barcone affondato al largo della Libia. Un appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”. “Ogni battezzato è chiamato a testimoniare, con le parole e con la vita, che Gesù è risorto, che è vivo e presente in mezzo a noi”. Il messaggio cristiano “non è una teoria, un’ideologia o un complesso sistema di precetti e divieti, oppure un moralismo, ma un messaggio di salvezza, un evento concreto, anzi una Persona: è Cristo risorto, vivente e unico Salvatore di tutti”. Il papa sarà a Torino il 21 giugno per onorare la Sindone, la cui ostensione comincia oggi.
ARABIA SAUDITA - YEMEN
Con la guerra in Yemen, l’Arabia Saudita maschera le tensioni interne
di Afshin ShahiIl conflitto in Yemen serve all’Arabia Saudita per coprire i suoi problemi interni, primo tra tutti la disuguaglianza tra le classi e il settarismo religioso. La famiglia reale ostenta lo sfarzo più assoluto mentre il 20% della popolazione vive in povertà. Molti giovani sauditi scontenti alimentano l’esercito dei “foreign fighters” dello Stato islamico (IS). Il 15% della popolazione è di religione sciita e subisce pesanti restrizioni dallo Stato sunnita. La lucida analisi di Afshin Shahi, Direttore del Centro di studi di politica islamica e Professore di Relazioni Internazionali e di Politica del Medio Oriente all’università di Bradford.
VATICANO
Papa: Sulle persecuzioni dei cristiani, la comunità internazionale “non assista muta e inerte”, non “rivolga il suo sguardo da un’altra parte”Al Regina Caeli (la preghiera mariana nel tempo di Pasqua), per la sesta volta in una settimana, papa Francesco ricorda il martirio dei cristiani e denuncia l’indifferenza della comunità internazionale verso questa “preoccupante deriva dei diritti umani più elementari”. I martiri di oggi “sono tanti e possiamo dire che siano più numerosi che nei primi secoli”. “La fede nella risurrezione di Gesù - ha continuato - e la speranza che Egli ci ha portato è il dono più bello che il cristiano può e deve offrire ai fratelli. A tutti e a ciascuno, dunque, non stanchiamoci di ripetere: Cristo è risorto!”

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate