26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 08/04/2011 11:15
EGITTO
Egitto verso le elezioni, fra divisioni politiche, estremismi religiosi e potere dell’esercito
I giovani di piazza Tahrir tentano una coalizione dei movimenti in vista delle elezioni di settembre, ma hanno poco tempo. Le diatribe interne ai Fratelli musulmani rischiano di incrementare le fila del movimento estremista islamico dei salafiti. I militari, saldi al potere, mantengono la stabilità nel Paese bilanciando le differenze fra i partiti. In piazza Tahrir, centinaia di migliaia giovani chiedono il processo contro Mubarak. Fonti di AsiaNews: "Se cristiani e musulmani si impegnano a lavorare insieme, il Paese potrà fare dei passi avanti”.

Il Cairo (AsiaNews) – A circa due mesi dalle dimissioni del presidente Mubarak, il futuro democratico dell’Egitto rimane incerto. Secondo fonti di AsiaNews,  la maggior parte dei movimenti e partiti, compresi i Fratelli musulmani, sono divisi e stanno tentando di comprendere la strada da percorrere in vista delle elezioni parlamentari previste in settembre. Oggi centinaia di migliaia di giovani ed ex militari sono scesi in piazza per chiedere l'inizio del processo contro Mubarak, maggiore chiarezza sul futuro del Paese e la cancellazione del recente decreto legge che vieta scioperi e manifestazioni.

“I giovani di piazza Tahrir – afferma una fonte, anonima per motivi di sicurezza - stanno tentando di creare una coalizione che unisca i movimenti nati con la rivoluzione, ma hanno poco tempo per organizzarsi in modo efficace. L’impressione generale è che i frutti della rivoluzione siano stati presi dai Fratelli musulmani, ma anche loro sono profondamente divisi”.

A tutt’oggi, l’unica fonte di stabilità è l’esercito, che dopo la caduta di Mubarak si è assunto l’incarico di gestire la transizione del Paese fino alle elezioni parlamentari di settembre. “I militari hanno preso in mano la situazione – sottolinea la fonte – essi stanno cercando di mantenere stabilità, bilanciando le differenze presenti fra i movimenti e le derive ideologiche”.

Le diatribe interne ai movimenti musulmani rischiano di accrescere le fila del movimento salafita, gruppo estremista islamico sostenuto dall’Arabia Saudita. In questi giorni  lo sceicco Mohamed Hassan, leader del gruppo, ha annunciato ai media la creazione di un partito politico, che lo vedrà come candidato alle prossime elezioni parlamentari.  “I salafiti – continua la fonte – sono contro i Fratelli musulmani, considerati troppo aperti, e propongono sharia e Corano come unica soluzione ai problemi dell’Egitto, ma anche fra di loro ci sono varie correnti”.

Le divisioni non fermano però l’attività violenta dei radicali islamici, soprattutto nella periferia del Cairo e nelle regioni dell’Alto Egitto. La fonte spiega che in questi mesi sono i salafiti ad aver compiuto la maggior parte degli attacchi contro le comunità copte. “In molti – afferma – sostengono che il gruppo sia sostenuto dai fedeli di Mubarak per destabilizzare il Paese”. Secondo la fonte, il National Democratic Party (Ndp)unico partito organizzato insieme ai Fratelli musulmani, vuole porsi  come unica sorgente di stabilità di fronte al caos politico e alla crescita dei partiti estremisti iniziata con la caduta del regime.  

Nonostante l’influenza dei radicali islamici e il rischio di un ritorno al vecchio regime, la fonte sottolinea che i movimenti e i gruppi nati durante la Rivoluzione dei gelsomini continuano la loro battaglia e lottano per avere uno Stato laico e una società fondata sull’uguaglianza sociale. Oggi, centinaia di migliaia di manifestanti, musulmani e copti, si sono radunati in piazza Tahrir al Cairo per chiedere che Mubarak, la sua famiglia e il suo entourage vengano processati. La protesta ha visto anche la partecipazione di alcuni ex militari. Oltre agli slogan contro Mubarak i giovani hanno voluto sottolineare ancora una volta l’unità fra cristiani e musulmani, per fermare le derive radicali di quella che in molti hanno definito come la “contro-rivoluzione”. Secondo i media locali l'afflusso di persone potrebbe continuare anche in serata e la manifestazione rischia di diventare una nuova protesta milionaria. 

Secondo la fonte, “la comunità internazionale dovrà sostenere il cambiamento dell’Egitto in vista delle elezioni parlamentari, favorendo il dialogo fra i vari gruppi verso il bene comune”, ma esclude una modifica dell’art. 2 della Costituzione, che prevede la Sharia come fonte di ispirazione del diritto. “La maggior parte della popolazione musulmana – afferma – è convinta che la cancellazione dell’articolo distruggerà l’identità islamica del Paese”. “A tutt’oggi – aggiunge – è molto difficile pensare a una reale democrazia per il futuro dell’Egitto, ma se cristiani e musulmani si impegnano a lavorare insieme, il Paese potrà fare dei passi avanti”. (S.C.) 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
16/05/2011 EGITTO
Partiti laici egiziani insieme per frenare il dominio dei Fratelli musulmani
20/05/2011 EGITTO
Le promesse di Obama non sono l’unica soluzione ai problemi dell’Egitto
09/05/2011 EGITTO
L’Egitto verso la guerra civile. Un appello alla comunità internazionale
25/03/2011 EGITTO
Egitto, una legge per soffocare proteste e manifestazioni
27/05/2011 EGITTO
L’esercito restaura la chiesa copta di Imbaba incendiata dai salafiti

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate