11/10/2016, 14.16
VATICANO-CINA
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Eglises d’Asie: “Il presidente Xi Jinping ha davvero mandato un regalo a Papa Francesco?”.

La rivista ritiene “impensabile, su un piano strettamente protocollare” che Xi Jinping abbia usato un canale molto indiretto. I Musei Vaticani hanno fatto una mostra non in Cina, ma a Taiwan.

Parigi (AsiaNews/EdA) – Malgrado le dichiarazioni di intento, sia da parte cinese che da parte vaticana, che parlano di un “sincero desiderio” di migliorare i rapporti, essi sembrano sempre “delicati”. È la conclusione di un articolo di Eglises d’Asie, intitolato “Il presidente Xi Jinping ha davvero mandato un regalo a Papa Francesco?”.

La domanda si riferisce alla risposta data dal Papa a un giornalista sull’aereo che il 2 ottobre lo riportava da Baku a Roma sui rapporti del Vaticano con la Cina. “Noi – rispose Francesco - siamo in buoni rapporti, si studia e si parla, ci sono commissioni di lavoro… Io sono ottimista. Adesso credo che i Musei Vaticani hanno fatto un’esposizione in Cina, i cinesi ne faranno un’altra in Vaticano… Ci sono tanti professori che vanno a fare scuola nelle università cinesi, tante suore, tanti preti che possono lavorare bene lì. I rapporti tra Vaticano e i cinesi… Si deve fissare in un rapporto, e per questo si sta parlando, lentamente… Le cose lente vanno bene, sempre. Le cose in fretta non vanno bene. Il popolo cinese ha la mia più alta stima. L’altro ieri, per esempio, c’è stato un convegno di due giorni, credo, nella [Pontificia] Accademia delle Scienze sulla Laudato si’, e c’era una delegazione cinese del Presidente. E il Presidente cinese mi ha inviato un regalo. Ci sono buone relazioni”.

Il riferimento – ricorda la rivista – è al simposio internazionale organizzato il 28 settembre scorso dalla Pontificia accademia di scienze sociali, in collaborazione con il Pontificio consiglio giustizia e pace. Tra gli invitati una fondazione cinese attiva nella tutela dell’ambiente, la China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation (中国生物多样性保护与绿色发展基金会). La persona che rappresentava la fondazione al simposio ha portato un dono al Papa. Si tratta di una riproduzione della Stele nestoriana o Stele di Daqin, che testimonia il riconoscimento della presenza della Chiesa nestoriana nella Cina del VII secolo da parte dell’imperatore Tang Taizong”.

La fondazione sembra avere “legami” molto buoni. Fondata da Zhengcao Lu, uno dei primi generali dell'Esercito di liberazione del Popolo, è ora gestita da Hu Deping. “Archeologo, Hu Deping è il figlio maggiore di Hu Yaobang (1915-1989), che fu segretario generale del Partito comunista cinese dal 1982 al 1987 e che Deng Xiaoping destituì per essere troppo vicino alle proteste degli studenti che chiedevano più democrazia.

“La morte di Hu Yaobang è avvenuta nel mese di aprile del 1989, tre settimane prima della repressione della Primavera di Pechino, a Tiananmen. Secondo la stampa giapponese, il padre dell'attuale presidente Xi Jinping, Xi Zhongxun, e il padre di Hu Deping erano amici e tale vicinanza avrebbe avuto seguito nel figlio, il che spiega perché Xi Jinping, nonostante l'autoritarismo dimostrato fin dal suo insediamento, ha permesso lo scorso anno, la pubblicazione delle opere complete di Hu Yaobang, opere che portano il segno di un ‘liberalismo’ oggi poco in auge”.

“Nessun commento si è avuto da parte della Santa Sede, né da parte cinese dopo che la stampa ha dato notizia del ‘regalo del presidente Xi Jimping consegnato a Papa Francesco’. Da parte cinese la stampa ufficiale, come Global Times o Quotidiano del Popolo, non hanno fatto parola della questione. Da parte della Santa Sede, l’Ufficio stampa della Santa Sede assicura Eglises d’Asie di ‘non avere dettagli’ su tale punto”.

“Si può allora credere che il presidente Xi Jinping abbia fatto consegnare un dono al papa, passando attraverso la fondazione cinese? Secondo gli osservatori, l’ipotesi avrebbe avuto una qualche  credibilità nel caso in cui Hu Deping in persona fosse andato a Roma e avesse consegnato al papa la stampa in questione. In assenza di Hu Deping, sembra impensabile, su un piano strettamente protocollare, che il presidente cinese passi attraverso canali così indiretti per fare, in modo tutto sommato pubblico, un dono al Papa”.

Quanto alla menzione fatta dal papa nel volo di ritorno da Baku di una esposizione dei Musei vaticani in Cina, “non ne abbiamo trovato traccia, se non quella dell’esposizione che ha avuto luogo dal 5 febbraio al 2 maggio scorsi. Intitolata “The Altar, Catholicism Spreads East, The Holy See, The Liturgical Year, The Pope and History, and The Sacraments” era sì organizzata dal Vaticano, però ha avuto luogo non nella Cina popolare, ma a Taipei, nella Repubblica di Cina (Taiwan)” (vedi qui).

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