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    » 29/07/2010, 00.00

    CINA

    Emergenza ambiente in Cina: sostanze tossiche nel fiume Songhua



    A Jilin le alluvioni trascinano nel fiume 3mila barili di sostanze tossiche: ore di paura, poi l’allarme rientra. A Nanjing durante la demolizione di una fabbrica esplode un tubo di gas propilene, con morti e feriti. Continuano le pesanti piogge, quasi 1.000 morti.

    Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Jilin, 4,3 milioni circa di abitanti, è rimasta ieri senz’acqua dopo che circa 3mila barili contenenti materiale chimico tossico sono caduti nel fiume Songhua. In un’estate di vera emergenza ambientale, continuano le opere di soccorso a Nanjing dove ieri una condotta del gas è esplosa causando 12 morti e decine di feriti.

    A Jilin le alluvioni hanno trascinato via da una fabbrica i barili, ciascuno contenente 170 chilogrammi di clorotrimetilsilane, sostanza chimica incolore molto infiammabile. Le forniture idriche sono state ripristinate stamattina, dopo che le analisi hanno dimostrato che le acque non sono nocive, mentre prosegue l’opera di recupero dei fusti, che non è chiaro se fossero chiusi. Ieri gli abitanti hanno preso d’assalto i negozi facendo incetta di acqua minerale, temendo che l’interruzione delle forniture durasse a lungo, senza dare ascolto agli inviti delle autorità alla calma. Tra la gente è ancora vivo il ricordo del novembre 2005, quando tonnellate di benzene finirono proprio nel fiume Songhua e le autorità cercarono per giorni di tenere nascosto il disastro.

    Sempre ieri i lavori di demolizione di una fabbrica abbandonata hanno danneggiato una condotta di gas propilene, causando l’esplosione.

    Gli abitanti delle case vicine descrivono l’esplosione “come una scossa di terremoto”, che li ha fatti correre fuori atterriti. Oltre 900 poliziotti e funzionari sono ancora all’opera nella zona per prestare soccorso e riparare i danni, ma anche per evitare il dilagare di proteste dopo che i residenti hanno iniziato a radunarsi in strada protestando per l’interruzione delle forniture di acqua, elettricità e gas, che oggi le autorità dicono già ripristinate. L’esplosione ha spianato le case più vicine e danneggiato i veicoli in un raggio di oltre 100 metri. Circa 120 persone sono state ricoverate in ospedale.

    L’incidente di Jilin è stato causato dalle peggiori piogge che hanno colpito la Cina da anni, che hanno causato 928 morti, 477 dispersi, 875mila case distrutte, 9,61 milioni di sfollati, 8,76 milioni di ettari coltivati devastati e danni per decine di miliardi di dollari, secondo dati ufficiali aggiornati a ieri. Si prevede che il maltempo prosegua e peggiori ancora almeno fino a domani. In molte zone sui fiumi Yangtze e Han e sui loro tributari si apprestano dighe con sabbia per timore dell’onda di piena. Le grandi opere come la Diga Three Gorges sono sotto continua osservazione, mentre l’acqua continua a salire e ha raggiunto i 158 metri, circa al 90% della capacità massima della diga.

    Peraltro queste settimane il Paese è stato anche colpito da una serie di disastri ambientali causati dalle carenze delle misure di sicurezza, riproponendo come primario il problema che lo sviluppo industriale avvenga con adeguate cautele per l’ambiente.

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