02/10/2013, 00.00
FILIPPINE
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Filippine, i vescovi lanciano una raccolta fondi per le vittime del conflitto a Zamboanga

Il bilancio delle vittime è salito a 140 morti, oltre 300 feriti e quasi 200mila profughi. Per contrastare l’emergenza umanitaria, il Nassa ha aperto un conto corrente bancario per inviare le offerte. Servono scorte per almeno sei mesi, situazione critica per i bambini che non hanno cibo a sufficienza. Il dramma degli sfollati.

Manila (AsiaNews) - Il segretariato nazionale di Giustizia e Pace (Nassa) della Conferenza episcopale filippina (Cbcp) ha lanciato un appello per l'assistenza umanitaria la popolazione di Zamboanga, colpita dalla guerra fra esercito e ribelli islamici Moro National Liberation Front (Mnlf). I leader cattolici promuovono nuove iniziative di pace fra cui momenti di preghiera, digiuno e fiaccolate silenziose come quella che si è svolta ieri a Mindanao. Tuttavia, il bilancio delle vittime continua a crescere e non si intravedono spiragli di tregua. Dall'inizio delle operazioni dei militari inviati da Manila contro il Mnlf, il 9 settembre scorso, l'area è virtualmente paralizzata e i suoi abitanti vivono in uno stato di paura. Ad oggi il numero dei morti a Zamboanga è salito a 140, in maggioranza fra i miliziani, mentre i feriti superano i 300; almeno 200mila i profughi in fuga dalla guerra, su una popolazione totale di circa 800mila persone. 

Ieri i vertici della Nassa hanno avviato la campagna di raccolta fondi, per sostenere la popolazione locale attraverso gli uffici stanziati nei territori teatro del conflitto e i partner impegnati nell'opera di aiuti all'interno dei centri di accoglienza. Fin dai primi giorni il movimento cattolico ha inviato 100mila pesos (poco più di 2.300 dollari) all'arcidiocesi di Zamboanga, da distribuire alle famiglie vittime della guerra. In aggiunta, alcune diocesi hanno inviato camion carichi di vestiti, beni di prima necessità e riso, come conferma il presidente Nassa e vescovo ausiliare di Manila mons. Broderick Pabillo. Tuttavia, il fabbisogno aumenta e servono scorte per almeno sei mesi.

"Chiediamo il vostro aiuto" è l'appello rivolto ai fedeli da mons. Pabillo, perché "sosteniate gli aiuti della Chiesa e, tutti assieme, possiamo portare il messaggio di pace e amore ai nostri fratelli e sorelle in difficoltà". Il prelato ha aggiunto che sono "i bambini in particolare" a soffrire per il conflitto, preda di "malattie e di un'alimentazione inadeguata", poiché verdura e altri generi "non sono disponibili nei supermercati".

Gli scontri in questi giorni si sono allargati alla provincia di Basilan, dove si registrano già migliaia di sfollati a Lamitan City e altre cittadine della zona. Per contribuire alla raccolta fondi lanciata da Nassa si può effettuare un bonifico presso la Bank of the Philippine Islands (BPI), sul conto corrente 4951-0071-08 intestato a CBCP Caritas Filipinas Foundation, Inc.

I ribelli islamisti del Mnlf, fronte separatista islamico nato alla fine degli anni '60, reclamano l'indipendenza da Manila e la creazione di un Paese musulmano nell'arcipelago meridionale di Mindanao, ricco di risorse sotterranee. A dispetto di un trattato di pace firmato nel 1996, le ostilità tra ribelli e autorità centrale hanno continuato a segnare il sud del Paese a fasi alterne, portando anche alla scissione del fronte indipendentista in gruppi minori. Tra questi, il Moro Islamic Liberation Front (Milf) ha firmato con Manila una bozza di pace a Kuala Lumpur nei mesi scorsi; tale tregua, accolta con scetticismo da entrambe le parti, rischia di sfumare per l'opposizione di altri movimenti ribelli che continuano a fomentare violenze e divisioni nella regione.

 

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