24/01/2006, 00.00
FILIPPINE
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Filippine, presto scarcerato leader dei ribelli islamici a Jolo

Nur Misuari, capo del Moro National Liberation Front, sarà liberato per motivi di salute. Il leader dei ribelli nel sud dichiara il suo appoggio alla Arroyo e alla presenza di truppe americane a Jolo.

Manila (AsiaNews/Agenzie) – Il detenuto Nur Misuari, capo del Moro National Liberation Front (Mnlf), sarà presto rilasciato. La decisione sulla sua sorte potrebbe risultare più semplice dopo le dichiarazioni di questo leader dei ribelli musulmani sul suo appoggio alla presidente delle Filippine, Gloria Macapagal Arroyo, e all'entrata dell'esercito americano nelle tormentate province meridionali.

Dal 2002 Misuari è in isolamento in un centro di massima sicurezza fuori Manila. È accusato di ribellione: nel novembre 2001 avrebbe ordinato una fallita rivolta nel sud, finita con 59 morti e 85 feriti.

Il Mnlf combatte per l'indipendenza dell'isola di Mindanao. Nel 1976 dopo la firma di un trattato di pace con il governo (Convenzione di Tripoli), alcuni membri del gruppo, insoddisfatti dell'esito delle trattative e credendo di essere traditi dai capi, si staccarono fondando il Moro Islamic Liberation Front.

Jesus Dureza, consigliere del presidente per il processo di pace, ha dichiarato che l'amministrazione aspetta il verdetto del tribunale sulla mozione per la scarcerazione di Misuari per motivi medici e umanitari. Egli soffre di cuore e pressione alta. Dureza ha assicurato che non ci sarà opposizione del governo ad un eventuale rilascio: "Accetteremo qualunque ordine dei giudici".

L'inaspettata decisione di liberare Misuari arriva subito dopo che al leader dei ribelli era stato concesso di trascorrere una giornata intera fuori dal carcere per partecipare a una celebrazione religiosa. Con l'occasione è intervenuto in Tv per dichiarare il suo sostegno alla Arroyo "finché sarà presidente". Ha poi aggiunto di appoggiare esercitazioni congiunte tra truppe americane e filippine nel cuore della sui provincia, Jolo. Misuari ha anche scritto una lettera ai suoi 600 uomini armati a Jolo invitandoli a "rimanere nei loro campi per evitare incidenti sconvenienti" durante le esercitazioni.

"Con questa lettera – continua Misuari – ho inoltrato la direttiva a tutti i leader del Mnlf di mantenere pace e sicurezza nell'isola di Sulu per tutta la durata del Programma umanitario Balikatan, che si terrà dal 6 febbraio al 6 marzo 2006". Egli ha poi spiegato che "(le esercitazioni congiunte) Balikatan non saranno di tipo militare, ma si concentreranno principalmente su azioni mediche e di ingegneria civile a beneficio della nostra gente".

La missiva è stata consegnata ai ribelli dal generale Mohammed Ben Dolorfino, impegnato da tempo nelle operazioni al sud. Il militare ha riferito che gli uomini di Misuari sono convinti della veridicità del messaggio e si atterranno alle direttive del capo.

Dolorfino ha espresso soddisfazione per la tregua, ma il sindaco di Zamboanga, Celso Lobregat, non è dello stesso parere: "Nelle loro mani hanno ancora armi da fuoco, sono una minaccia". Lobregat ricorda, infine, che nell'ultimo aggiornamento militare a cui ha partecipato l'anno scorso Misuari era ancora considerato un pericolo. "Cosa ne è della giustizia?", conclude.

Il leader del Mnlf è sotto processo per aver ordinato ai suoi uomini di condurre attacchi durante i quali furono presi in ostaggio alcuni abitanti di Zamboanga.

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