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  • » 01/09/2017, 13.16

    CINA

    Fissata la data del 19mo Congresso del Partito comunista cinese: il 18 ottobre

    Wang Zhicheng

    Ci si attende la riconferma di Xi Jinping come segretario generale e l’inserimento del suo pensiero nella costituzione del Partito alla stregua di Mao e Deng. La campagna anticorruzione ha eliminato molti nemici personali di Xi. Pubblicità ai suoi risultati con una serie tivu e un libro.

    Pechino (AsiaNews) - L’Ufficio politico del Comitato centrale ha deciso ieri che il 19mo Congresso del Partito comunista cinese cominci dal 18 ottobre prossimo. Dal punto di vista formale, la data deve essere ancora confermata dal Comitato centrale che si incontrerà in seduta plenaria l’11 ottobre, ma la diffusione della notizia non fa prevedere cambiamenti.

    Con discreta retorica, il comunicato emesso ieri proclama che “il Congresso formulerà un piano di azione per approntare le direttive politiche più importanti che rispondano alle domande dell’era presente”.

    Al Congresso - che si tiene ogni cinque anni - si aspetta una conferma della leadership di Xi Jinping, che sarà votato segretario generale del Partito per un secondo termine. E si attende pure l’inserimento della sua filosofia nella costituzione del Partito, allo stesso livello di Mao Zedong, Deng Xiaoping e gli altri. “ll Congresso - recita la Xinhua - terrà alta la bandiera del socialismo con caratteristiche cinesi, sarà guidato dal Marxismo-leninismo, dal Mao Zedong-pensiero, dalla teoria di Deng Xiaoping, dall’importante pensiero delle ‘Tre rappresentanze’ [di Jiang Zemin], dalla Visione scientifica sullo sviluppo [di Hu Jintao], attuerà in modo completo l’essenza delle annotazioni importanti di Xi, e i nuovi concetti di governo, pensieri e strategie del Comitato centrale”.

    Il Congresso dovrebbe anche approvare la lista dei nuovi membri del Comitato centrale, il pensionamento di coloro che hanno raggiunto l’età, l’espulsione di coloro che sono stati indagati e condannati.

    Dal 2012, da quando è stato eletto segretario del Partito, Xi ha lanciato una feroce campagna anti-corruzione, che ha portato a giudizio oltre 100mila quadri; oltre 120 alte personalità sono state condannate e fra queste anche decine di generali dell’esercito. Molti analisti sospettano che la campagna sia stata usata da Xi per eliminare fazioni a lui contrarie e suoi nemici politici, valorizzando suoi amici personali. Fra le "tigri" colpite vi sono l’ex capo della sicurezza Zhou Yongkang e i generali Xu Caihou e Guo Boxiong.

    Da tempo la macchina del Partito cerca di pubblicizzare Xi come “il cuore” della leadership, pur fra contrasti. Prima del Congresso, il Partito ha perfino lanciato alla tivu una serie di documentari sui risultati raggiunti da Xi e un libro sulle sue esperienze giovanili.

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