26/06/2013, 00.00
MONGOLIA
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Fra corruzione e carbone, la Mongolia va alle urne

Un popolare ex lottatore di wrestling e una donna (la prima) si candidano alla presidenza sfidando Elbegdorj Tsakhia, leader a caccia del secondo mandato. Necessità di trasparenza e gestione delle risorse minerarie sono i temi forti della campagna elettorale.

Ulan Bator (AsiaNews/Agenzie) - Al termine di una campagna elettorale dominata dal dibattito sulla corruzione e sulle risorse energetiche, la Mongolia si prepara a votare. Un ex lottatore di wrestling e una dottoressa, la prima donna a candidarsi nella storia del Paese, sono i due favoriti nella sfida al presidente in carica. Elbegdorj Tsakhia, al governo dal 2009 e in vantaggio in base ai sondaggi, può contare sulla fiducia dell'elettorato e spera che a suo favore giochi la garanzia di continuità.

 "Sono vostro figlio, conosco i vostri sforzi e le vostre sofferenze - ha dichiarato Elbegdorj, domenica, alla folla di Ulan Bator - so esattamente cosa farò se sarò rieletto: continuerò la mia lotta alla corruzione e finirò quello che ho iniziato". Laureatosi ad Harvard e due volte Primo ministro, Elbegdorj vanta una ventennale esperienza politica. Figura carismatica già dai primi anni '90, quando si rese protagonista delle proteste che segnarono la fine della supremazia comunista, è riuscito a dare alla Mongolia un'intraprendente struttura si stampo democratico, in una regione dominata da regimi dittatoriali.

Baterdene Badmaanyambu (vedi foto), al contrario, ha un'esperienza politica molto più breve, ma può contare sulla grande popolarità costruita sulle vittorie nel Naadam, disciplina sportiva mongola che combina la lotta libera, la corsa a cavallo e il tiro con l'arco. Laureatosi in legge, è ora a capo del Partito Popolare d'opposizione per il quale ha condotto una campagna elettorale incentrata sull'unità nazionale e la necessità di trasparenza. Più in svantaggio sembra essere invece la dott.ssa Udval Natsag. Ministro della Salute e strenua sostenitrice del precedente presidente Enkhbayar Nambar, ora in carcere per corruzione.

Fedele alleata degli Stati Uniti, ma schiacciata dal punto di vista geografico tra Russia e Cina, la Mongolia ha conosciuto negli ultimi anni una sensibile crescita grazie al settore minerario. La recente scoperta di giacimenti di carbone, rame e oro ha infatti spinto l'economia del Paese a valori molto elevati, aumentando allo stesso tempo l'inflazione. Le elezioni di quest'anno, oltre al problema della trasparenza negli apparati di governo, hanno posto il Paese di fronte alla necessità di scegliere una chiara politica di gestione delle risorse.

 

 

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