25/08/2005, 00.00
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Funerali di Allen Yuan, leader protestante non ufficiale

Ha passato 22 anni in prigione e ai campi forzati per essersi rifiutato di entrare nell'associazione patriottica protestante. Morendo, ha chiesto di pregare per la leadership della Cina.

Pechino (AsiaNews) – Si sono svolti al cimitero rivoluzionario di Babaoshan i funerali di Allen Yuan Xiangchen, uno dei pilastri della Chiesa protestante non ufficiale. Al servizio funebre hanno partecipato oltre 2.500 persone, in maggioranza membri delle chiese domestiche. La presenza di polizia in divisa e in borghese ha impedito la partecipazione a un altro migliaio di persone.

Allen Yuan è morto in un ospedale di Pechino lo scorso 16 agosto, circondato dalla moglie e dai suoi 6 figli. Aveva 91 anni.

Il pastore Yuan era molto rispettato fra tutti i cristiani protestanti non ufficiali ed era conosciuto per la sua netta opposizione alla Chiesa protestante ufficiale. Una volta, invitato alla casa Bianca a Washington, rifiutò di partecipare a una colazione di lavoro perché non voleva pregare con un membro della Chiesa protestante ufficiale.

In Cina il governo permette le attività religiose solo in strutture e con personale registrato in modo ufficiale presso il governo e aderente alle associazioni patriottiche, vero e proprio strumento di controllo del partito comunista sulla vita religiosa delle comunità.

L'impegno missionario di Yuan comincia nel '45, subito dopo il ritiro giapponese. Con l'aiuto di un pastore norvegese, Yuan apre a Pechino una sala di preghiera e predica il Vangelo. Ogni anno battezzava 20-30 persone.

Nel 1950, un anno dopo la presa di potere di Mao,  nasce il Movimento delle Tre Autonomie (MTA) che, in nome del nazionalismo, vuole far crescere delle chiese nazionali, separate e sottomesse al partito comunista. Yuan, assieme ad altri pastori, rifiuta di unirsi al MTA. Nel '58 viene arrestato e condannato all'ergastolo come "contro-rivoluzionario".

In una sua testimonianza scritta anni dopo (e pubblicata da Voice of Martyrs), egli dice: "Durante quegli anni di prigione, mia moglie ha sofferto indicibili pene per educare i bambini. Io sono stato mandato vicino alla frontiera con la Russia, a coltivare riso e a lavorare i campi. Io e Wang Ming Dao [un altro pastore condannato -ndr] pensavamo che saremmo morti come martiri…

Nel lager faceva molto freddo, il cibo era cattivo e il lavoro pesante, ma in 22 anni non sono mai caduto ammalato. Ero molto magro e avevo gli occhiali, ma sono ritornato vivo, molti altri invece sono morti. Per 22 anni non ho avuto una Bibbia e non vi erano altri cristiani protestanti là. Ho solo incontrato 4 preti cattolici, nella mia stesa situazione: anch'essi avevano rifiutato di entrare nell'Associazione Patriottica".

È tornato libero solo nel '79, ritornando a lavorare come missionario. I suoi amici affermano che il suo lavoro non è mai stato "sotterraneo", nascosto: "Non ha mai nascosto nulla e non ha mai avuto timore di nulla", dice John Short, un missionario australiano che lo ha conosciuto.

Prima di morire Allen Yuan ha chiesto ai suoi amici di pregare "per la gente che si perde in Cina; per quelli che incontrano la fede e i nuovi battezzati; per i capi della nostra nazione".

Le statistiche ufficiali dicono che in Cina vi sono 10 milioni di protestanti ufficiali, tutti uniti nel MTA. I protestanti non ufficiali, che si incontrano nelle "chiese domestiche" non registrate, sono stimati a oltre 50 milioni.

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