11/04/2019, 08.57
ISRAELE - PALESTINA
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Gantz riconosce la sconfitta. Netanyahu pronto per il suo quinto governo

Il leader dell’alleanza centrista rispetta “la decisione del popolo” e si congratula con il premier uscente. L’alleato ed ex ministro delle Finanze Lapid promette di rendere “la vita amara al prossimo” esecutivo. Trump: “Sono con lui”. Il disincanto del fronte arabo che diserta le urne. 

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Benny Gantz, principale sfidante del Primo Ministro uscente, ha ammesso in queste ore la sconfitta alle elezioni politiche del 9 aprile e si congratula con Benjamin Netanyahu per il quinto mandato alla guida di Israele. “Rispettiamo la decisione del popolo” ha dichiarato all’indomani del voto l’ex generale, riconoscendo il fallimento della coalizione di centro Blu Bianco nell’obiettivo di scardinare il dominio del Likud e di aprire una nuova pagina nella storia politica e sociale del Paese. 

L’alleato di Gantz, ed ex ministro delle Finanze, Yair Lapid ha assicurato di voler “rendere la vita amara al [prossimo] governo Netanyahu”. 

Intanto “re Bibi” - come viene chiamato dai propri sostenitori - si prepara a formare il nuovo governo, con una deriva a destra ancora più marcata rispetto ai precedenti esecutivi. Pur ottenendo un numero di seggi analogo alla formazione centrista, la coalizione guidata dal Likud dovrebbe raggiungere un totale di 65 seggi (su 120) alla Knesset (il Parlamento israeliano), grazie al sostegno di alcuni partiti di destra che hanno. 

I risultati ufficiali dovrebbero essere diffusi nella giornata di domani. Analisti ed esperti concordano nel ritenere che il presidente Reuven Rivlin affiderà a Netanyahu il mandato esplorativo, il quale avvierà a stretto giro di vite il tavolo dei negoziati - che potrebbero durare giorni, se non settimane - con i futuri alleati di governo. 

Rivolgendosi alla folla festante dei propri sostenitori, e accompagnato dalla moglie Sara, Netanyahu ha affermato che sarà a capo di un esecutivo “di destra”, ma che intende essere al tempo stesso “il Primo Ministro di tutti”. Tuttavia, sul suo futuro incombe un’inchiesta della magistratura per corruzione e frode dai risvolti incerti. 

Il primo leader a congratularsi con Bibi per la vittoria alle urne è stato il presidente Usa Donald Trump, che nelle ultime settimane di campagna elettorale ha fornito più di un assist [vedi il riconoscimento del Golan israeliano] all’alleato mediorientale. “Gli Stati Uniti - ha affermato l’inquilino della Casa Bianca - sono con lui e con il popolo di Israele fino in fondo!”. Felicitazioni sono giunte anche dal Primo Ministro indiano Narendra Modi, dal vicepremier italiano e ministro degli Interni Matteo Salvini e dal cancelliere austriaco Sebastian Kurz. 

A fronte del successo della destra israeliana e del Likud, va infine rimarcata la progressiva scomparsa delle formazioni di sinistra e della rappresentanza araba in seno al Parlamento. Molti osservatori segnalano la disaffezione di una parte significativa del Paese: gli arabi israeliani rappresentano infatti poco meno del 20% della popolazione e il 17% del totale dell’elettorato. La disaffezione è figlia di numerosi fattori: dalle divisioni interne alla legge sullo Stato-nazione [ebraico], passando per gli attacchi in campagna elettorale. Netanyahu ha attaccato a più riprese nelle scorse settimane il fronte arabo, mentre il rivale Benny Gantz ha più volte escluso alleanze post voto per non perdere consensi. 

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