29/07/2014, 00.00
VIETNAM
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Gatto fritto e birra gelata, il nuovo aperitivo preferito in Vietnam

Aumenta in maniera esponenziale il consumo di carne di piccoli felini, fritti nell'aglio e serviti come snack prima dei pasti. Un animale adulto e di dimensioni medio-grandi arriva a costare 70 dollari. Un veterinario spiega: "Non è crudeltà, ma per anni siamo stati un Paese poverissimo e piagato dalla guerra. Abbiamo imparato a mangiare di tutto".

Hanoi (AsiaNews) - Nonostante una proibizione ufficiale da parte delle autorità, la carne di gatto è divenuta il nuovo snack preferito durante un antipasto in Vietnam. La crescente popolarità di questo nuovo prodotto preoccupa i proprietari delle "piccole tigri", che vivono con la paura costante di veder rapiti i propri animali domestici: un gatto sano e di dimensioni medio-grandi viene venduto oggi ad Hanoi fra i 50 e i 70 dollari americani, più del salario medio di un contadino. Per i consumatori, questa carne "è più dolce e tenera di quella di un cane" ed è "perfetta per accompagnare una birra gelata".

To Van Dung, 35 anni, è il proprietario di un piccolo ristorante nel centro di Hanoi dove è in preparazione proprio un gatto: scuoiato, rasato e dato alle fiamme per eliminare il pelo, l'animale viene fatto a pezzi e fritto con l'aglio. Alla France Press il titolare spiega: "Tantissime persone mangiano carne di gatto. È una novità e vogliono provarla".

Dal punto di vista ufficiale, il governo nazionale ha proibito la consumazione di carne di gatto per incentivarne la popolazione, utile a tenere a bada l'enorme numero di ratti che affligge soprattutto le grandi città. Ma il mercato alimentare continua a utilizzarlo, e la richiesta è talmente alta che oramai partite di gatti vivi vengono importati dai confini con il Laos e la Thailandia.

Haong Ngoc Bau, uno dei pochi veterinari privati di Hanoi, spiega: "L'abitudine vietnamita di mangiare animali che altrove vengono considerati da compagnia deriva dalla guerra. Un tempo questo Paese era molto povero, e il conflitto sul nostro territorio è durato molti anni: siamo stati costretti a mangiare di tutto per sopravvivere, dagli insetti ai ratti. È divenuta una cosa comune". L'amore per gli animali, conclude, "c'entra poco con la questione".

La pensa allo stesso modo il cuoco Le Ngoc Thien, che ha un gatto in casa come animale domestico: "Quando sarà vecchio e grande abbastanza, lo cucinerò e poi ne prenderò uno più piccolo da tenere con me. Succede ogni volta che i miei gatti invecchiano: secondo una tradizione, quando supera una certa età va mangiato e poi rimpiazzato". 

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