14/04/2015, 00.00
INDIA
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Haryana: il guru dello yoga diventa “ministro”, per promuovere i valori (radicali) indù

di Nirmala Carvalho
Baba Ramdev supervisionerà la promozione della disciplina e dell’ayurveda nello Stato. Il governo vuole rendere obbligatorio lo yoga nelle scuole. Lenin Raghuvanshi, attivista per i dalit (fuoricasta): “Nominato per rafforzare le forze fasciste e accrescere il concetto di Stato indù”.

Mumbai (AsiaNews) – Il governo dell’Hariyana conferirà “uno status equivalente a quello di ministro” al guru Baba Ramdev, nominato nei giorni scorsi ambasciatore dello Stato per promuovere lo yoga e l’ayurveda. Lo ha twittato questa mattina Anil Vij, ministro della Salute e dello sport nello Stato indiano. Lenin Raghuvanshi, fondatore e presidente del People’s Vigilance Committee on Human Rights (Pvchr) che conosce di persona il controverso guru, afferma ad AsiaNews: “La nomina di Baba Ramdev è fatta per rafforzare le forze fasciste e accrescere il concetto di Stato indù”.

La ministro Vij ha aggiunto che lo yoga diventerà materia di studio obbligatoria nelle scuola dello Stato. Per attuare questo progetto il governo costruirà yogshala (“sala da yoga”) in tutte le città e nei circa 6.500 villaggi, sotto la supervisione del guru.

“L’inclusione dello yoga nei programmi scolastici – ha spiegato il politico – renderà l’Haryana uno Stato-modello, basato sui valori tradizionali indiani”.

Più che un guru, Baba Ramdev è considerato un magnate della finanza: dal 1995 ha costruito un vero e proprio impero dello yoga, che si estende dall’India fino a una remota isoletta della Scozia e che gli ha fruttato un patrimonio di 11 miliardi di rupie (circa 240 milioni di dollari). Molti hanno sollevato dubbi sulla provenienza di questo denaro. Inoltre egli è da sempre molto vicino ai nazionalisti indù del Paese, che in molte occasioni hanno preso le sue difese.

Raghuvanshi, che è un attivista per i diritti dei dalit (fuoricasta), ricorda ad AsiaNews: “Baba Ramdev è stato molto attivo quando il movimento anti-corruzione proponeva il Jan Lokpal Bill, e auspicava la restituzione del denaro sporco. Che fine ha fatto ora la legge e la sua lotta alla corruzione?”.

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