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  • » 01/06/2015, 00.00

    HONG KONG – CINA

    Hong Kong, i democratici compatti: Voteremo contro la riforma di Pechino



    Dopo un lungo incontro con i rappresentanti della Cina popolare, il gruppo dei deputati democratici del Territorio annuncia il veto alla proposta di riforma politica che di fatto non concede il suffragio universale. Il voto è atteso per giugno.

    Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Dopo un incontro durato più di quattro ore con i rappresentanti del governo di Pechino, i deputati democratici di Hong Kong annunciano l’intenzione di porre il veto alla contestata riforma elettorale presentata dalla Cina continentale per l’ex colonia britannica.

    “Siamo venuti qui – ha detto il leader del Civic Party Alan Leong – per cercare di uscire dall’impasse. Ma la conclusione inequivocabile è che il governo popolare centrale non vuole trovare un compromesso. Non ci lasciano altra scelta”.

    Il meeting si è svolto nella città meridionale di Shenzhen, e in un primo momento era stato fissato per il 4 giugno, data in cui Hong Kong commemora i martiri di piazza Tiananmen. Le proteste scatenate da questa decisione hanno convinto il governo cinese ad anticipare l’evento, che tuttavia non ha dato esiti positivi.

    La bozza di riforma elettorale per Hong Kong è stata presentata nell’agosto del 2014 dalla Commissione permanente dell’Assemblea nazionale del Popolo di Pechino ed è identica a quella ribadita dall’esecutivo del Territorio. In pratica, il governo centrale cinese vuole scremare gli sfidanti alla carica di Capo dell’Esecutivo e “concede” al Territorio la possibilità di scegliere fra due o tre candidati vagliati da una commissione elettorale composta da membri vicini alla Cina.

    Dopo il pronunciamento cinese, decine di migliaia di persone hanno deciso di aderire al movimento pacifico “Occupy Central with Peace and Love”, che per mesi ha tenuto in scacco il governo locale chiedendo una vera riforma in senso democratico.

    Ora si è arrivato a un punto di stallo. Per essere approvata, la proposta necessita anche di alcuni voti del blocco democratico. Se invece viene respinta non è chiaro cosa accadrà: di certo il voto del Capo dell’Esecutivo del 2017 si svolgerà con le modalità attuali, ovvero attraverso l’elezione di una maxi commissione che poi voterà il candidato.

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