30 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 09/04/2010
CINA
Hu Jia malato in prigione, forse di cancro al fegato
La moglie del dissidente, noto per la sua battaglia contro la diffusione dell’Aids in Cina, denuncia: “Non curano mio marito nonostante stia molto male”. La legge impone alle autorità carcerarie di effettuare analisi e cure per i carcerati. Le Ong chiedono a Pechino di liberarlo per motivi umanitari.

Pechino (AsiaNews) -  L’attivista cinese Hu Jia, in prigione dall’inizio del 2008, soffre di una malattia al fegato che potrebbe essere cancro. Lo sostiene la moglie Zeng Jiayan, che accusa le autorità di voler lasciar morire il marito, noto per le sue battaglie contro la diffusione dell’Aids in Cina. I medici dell’ospedale della prigione di Pechino che lo hanno esaminato il 30 marzo – racconta la Zeng al Chinese Human Rights Defender - hanno constatato che l’attivista ha una grossa escrescenza sul fegato.

Zeng, lei stessa attivista per i diritti civili, ha aggiunto che il marito era malato “in modo cronico” di epatite virale B “già al momento del suo arresto”, avvenuto nel gennaio del 2008. Renee Xia, direttore del Chrd, spiega che le autorità penitenziarie non hanno trattato in alcun modo le malattie di Hu, vincitore nel 2008 del Premio Sakharov e da due anni nella lista dei nominati per il Nobel per la Pace.

Secondo la Xia, “le prove dimostrano senza ombra di dubbio che negli ultimi due anni Hu Jia non è stato curato. Eppure la legge impone di trattare in maniera adeguata chi soffre in carcere”. Il 30 marzo scorso, la situazione del dissidente è peggiorata tanto da costringerlo a letto, in infermeria. Da allora, dice la moglie, “non è ancora stato riportato in cella. Nessuno ci ha detto nulla sulla sua situazione”.

In una nota diffusa oggi, il gruppo umanitario Human Rights Watch afferma che le autorità cinesi “dovrebbero rilasciarlo immediatamente in libertà condizionale per ragioni mediche”. Secondo Hrw, inoltre, le autorità “non hanno spiegato i rifiuti opposti fino ad oggi alle richieste di libertà condizionale presentate da Zeng Jiayan, se non con vaghe dichiarazioni attribuite al personale carcerario secondo le quali l’attivista non è malato gravemente, è disobbediente e si rifiuta di comportarsi in modo tranquillo”.

Hu, 34 anni, è noto nel Paese per le sue battaglie a favore dei malati di Aids. Ha sempre combattuto per uno sviluppo democratico della Cina, per un’assoluta libertà religiosa nel Paese e per una revisione della situazione del Tibet, che “dovrebbe essere libero di decidere del suo futuro”. Con il tempo è diventato anche una sorta di punto centrale della dissidenza cinese: ha raccolto articoli, preparato ricorsi legali e presentato alla comunità internazionale l’opera di tutti gli altri oppositori del regime.

Ha collaborato con i media stranieri e con le ambasciate, fornendo materiale sulle violazioni ai diritti umani commesse dal Partito comunista. L’ultima condanna - a tre anni e mezzo di prigione – gli è stata comminata per aver scritto insieme all’avvocato democratico Teng Biao una lettera aperta nella quale si criticava l’uso delle Olimpiadi di Pechino del 2008 per la propaganda politica del Partito Comunista Cinese, il partito unico che governa il Paese.

Il Chrd, insieme a molte altre associazioni per i diritti umani, chiede oggi a Pechino di liberare l’attivista per motivi umanitari: “La sua detenzione è arbitraria e il suo processo molto dubbio. Ora che è malato deve poter tornare in libertà, quanto meno il tempo necessario a curarsi”.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
07/09/2006 CINA
La Cina verso le Olimpiadi: arrestato un altro attivista per i diritti umani
14/03/2008 CINA
Bambina di 4 mesi, figlia di dissidenti, agli arresti domiciliari
06/02/2006 Cina
Cina: lanciato da Gao, comincia lo sciopero nazionale della fame contro gli abusi del Partito
08/02/2006 Cina
Cina, monaci tibetani condannati per aver chiesto l'indipendenza
30/04/2007 CINA
Amnesty denuncia: con le Olimpiadi aumentano le violazioni ai diritti umani

In evidenza
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.
LIBANO
Dalle Makassed islamiche una lotta dottrinale contro l’estremismo musulmano
di Fady NounL’organismo di riferimento ufficiale dei sunniti del Libano ha approvato un documento intitolato “Dichiarazione di Beirut sulla libertà religiosa”. Ci si chiede se Dar el-Fatwa riuscirà a riprendere progressivamente il controllo dell’insegnamento religioso musulmano nelle moschee del Paese.
HONG KONG - CINA
Card. Zen: Rimuovere le croci nel Zhejiang è insultare la fede dei cattoliciIl vescovo emerito di Hong Kong valuta che la campagna di distruzione delle croci e degli edifici religiosi sia ormai una direttiva a livello nazionale e una “regressione” della politica religiosa della Cina. Cattolici e protestanti di Hong Kong: Potrebbe succedere anche da noi. Entro il primo settembre saranno distrutti altri 15 edifici sacri “illegali” nel Zhejiang.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate