26 Agosto 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 15/06/2012, 00.00

    CINA

    Hunan, le autorità riaprono il caso di Li Wangyang: non è stato un suicidio



    Un portavoce del governo conferma che la pressione pubblica interna e internazionale ha “convinto” il governo a chiedere l’aiuto di un team di esperti per fare luce sulla morte del dissidente, impiccato mentre era sotto il controllo della polizia. Ma il cadavere è stato bruciato subito dopo la morte. Il dissidente Hu Jia fermato e poi rilasciato per aver denunciato l’accaduto.

    Pechino (AsiaNews) - Le autorità comuniste della provincia dell'Hunan hanno aperto una nuova inchiesta sulla morte di Li Wangyang, dissidente e leader dei moti di Tiananmen morto impiccato in ospedale mentre era sotto il controllo della polizia. In un primo momento i funzionari locali avevano parlato di suicidio, ma le migliaia di proteste - in modo particolare a Hong Kong - e l'aumento della pressione pubblica hanno "convinto" gli inquirenti a riaprire il caso.

    Un portavoce dell'Ufficio di pubblica sicurezza provinciale ha dichiarato: "Abbiamo convocato un gruppo di esperti investigatori criminali, oltre a chiedere a esperti non dell'Hunan di condurre l'autopsia sul cadavere". Questo annuncio dimostra che le autorità non ritengono più la morte di Li un suicidio o una morte accidentale. Il portavoce ha poi confermato che il cambio di rotta è derivato dalla persistente attenzione della stampa internazionale e della popolazione cinese.

    Li, sindacalista sin dai primi anni '80 del secolo scorso, ha passato 13 anni in carcere con l'accusa di essere un "controrivoluzionario" per aver guidato una federazione indipendente di lavoratori a Shaoyang durante le manifestazioni del 1989. Dopo il suo rilascio, avvenuto nel 2000 per motivi medici, è stato condannato ad altri 10 anni per "sovversione". Il suo cadavere è stato ritrovato impiccato lo scorso 6 giugno in una stanza di ospedale mentre era sotto il controllo delle autorità in occasione dell'anniversario del massacro di Tiananmen, che cade il 4 giugno.

    Gli amici del defunto e gli altri dissidenti hanno accolto con piacere l'annuncio di una nuova inchiesta, ma dubitano che possa portare a qualcosa di serio: le autorità hanno infatti cremato il corpo lo scorso 9 giugno, una procedura che seguono ogni volta che vogliono far sparire le tracce di violenze contro i detenuti e gli attivisti per i diritti umani.

    Uno di questi, Hu Jia, è stato di nuovo arrestato proprio per aver parlato con la stampa internazionale del "suicidio" di Li. Hu è stato trattenuto per una notte dalla polizia, e ora spiega: "La ragione di questo fermo va cercata nelle interviste che ho dato ai media stranieri, in particolare una faccia a faccia. Sono del tutto sicuro che la polizia vuole limitare la mia libertà personale". Rilasciato lo scorso anno dopo aver scontato una condanna a 3 anni e mezzo per "sovversione", Hu è noto come il punto di raccordo fra la dissidenza cinese e la stampa internazionale.

    L'attivista è stato decisivo nel caso di Chen Guangcheng, avvocato cieco che dopo un lungo braccio di ferro diplomatico fra Pechino e Washington è riuscito a lasciare la Cina a causa delle continue violazioni ai suoi diritti umani. Ora Chen si trova a New York, e Hu dice di voler andare a trovarne la madre: "È rimasta sola ed è anziana. Vive in compagnia di un cane e di qualche gallina. Voglio portarle una fotografia del figlio".

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    08/06/2012 CINA
    I dissidenti cinesi lanciano una petizione per chiedere la verità sul "suicidio" di Li Wangyang
    L'uomo, sindacalista sin dai primi anni Ottanta, è stato ritrovato impiccato lo scorso 6 giugno. Dopo 23 anni di prigionia per il suo coinvolgimento nel movimento democratico di piazza Tiananmen, si trovava sotto il controllo della polizia quando è morto.

    07/06/2012 CINA
    Cina, impiccato sotto sorveglianza uno dei leader di piazza Tiananmen
    La famiglia e gli amici di Li Wangyang, sindacalista di primo corso e leader delle proteste democratiche del 1989, puntano il dito contro la polizia che parla di “suicidio”. L’uomo ha passato 21 anni in carcere, e lo scorso mese aveva dichiarato: “Non metterò mai da parte il mio desiderio di democrazia e di uno stato di diritto in Cina”. In galera aveva subito in maniera sistematica le torture della polizia.

    08/04/2014 CINA
    Cina, nella Festa dei morti le autorità bloccano la commemorazione delle vittime di Tiananmen
    Qingming è il "giorno degli antenati" in cui si puliscono le tombe dei defunti come segno di devozione e cura. Ma il governo blocca i parenti delle vittime del 4 giugno, quelli dei dissidenti e persino coloro che vogliono commemorare gli eroi "controversi" della Rivoluzione comunista.

    03/06/2005 CINA
    Amnesty: Pechino faccia i conti con il massacro di Tiananmen


    05/02/2014 CINA
    Cina, padre di un dissidente muore cadendo da un balcone del tribunale. Per la polizia "si è suicidato"
    Xue Fushun, padre del democratico Xue Mingkai, era riuscito a fuggire da una prigione segreta e si era rifugiato nel palazzo del Procuratore generale dello Shandong. Cercava la protezione del tribunale contro la persecuzione della polizia nei confronti della sua famiglia. Per la moglie e il figlio non è suicidio, ma omicidio intenzionale. Il sostegno dei dissidenti cinesi, che scrivono una lettera aperta per denunciare le "continue violazioni" delle autorità.



    In evidenza

    CINA - VATICANO
    Nei dialoghi Cina-Santa Sede c’è silenzio sul destino dei preti sotterranei

    Zhao Nanxiong

    Entro la fine dell’anno, tutti i sacerdoti devono registrarsi per ricevere un certificato che permetta loro di esercitare il ministero. Ma la richiesta deve passare attraverso l’Associazione patriottica, i cui statuti sono “incompatibili” con la dottrina cattolica. Molti sacerdoti, ufficiali e non ufficiali, sono in un grande dilemma.


    IRAQ
    Alqosh, nonostante l'Isis la Chiesa festeggia la prima comunione di cento bambini



    Nella festa dell’Assunta l’intera comunità ha partecipato alla funzione, celebrata da Mar Sako. Vicario patriarcale: momento storico per una cittadina di frontiera a lungo minacciata dai jihadisti. Il primate caldeo invita i bambini a “contribuire alla vita della comunità”. A Kirkuk sua beatitudine ha inaugurato una grotta dedicata alla Madonna. 


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®