27/06/2007, 00.00
THAILANDIA
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I militari promettono la democrazia

di Weena Kowitwanij
Pacifica marcia per il 75° anniversario della monarchia costituzionale, in un Paese spesso governato dai capi militari. Capo dell’esercito: entro il 2007 nuove elezioni.

Bangkok (AsiaNews) – In un Paese governato dalla giunta militare dopo il colpo di Stato di settembre, il gen. Sonthi Boonyaratgli, Capo del Consiglio di sicurezza e Comandante in capo dell’esercito, si dice sicuro che ci saranno pace e democrazia.

La sua convinzione è ancora più forte anche se  lo scorso 24 giugno in migliaia hanno marciato in modo pacifico contro il potere militare e per la democrazia, celebrando il 75° anniversario della Costituzione thailandese.

In un’intervista tv, Sonthi ha detto che non ha mai temuto che la manifestazione anti-colpo di Stato, a Bangkok  - da Sanam Luang al quartier generale dell’Esercito in Ratchadamnoen Avenue -  potesse sfociare in violenze. “Ho visto donne soldato – spiega – dare acqua ai manifestanti. Ribadisco che il governo militare guidato dal gen. Surayud Chulanont fa del suo meglio per organizzare al più presto le elezioni, magari per il 25 novembre invece che a dicembre, per eleggere un nuovo governo rispettoso del Paese, della religione e del Re”. “Perché nel Paese ci sia pace è importante l’azione dei funzionari pubblici, specie quelli che operano in zone remote con la popolazione povera, in settori quali l’istruzione, la salute pubblica, l’agricoltura e la cooperazione, l’ordine sociale”.

Richiesto sulla situazione nelle province meridionali, dove non diminuiscono gli episodi di violenza tra popolazione islamica e buddista, spiega che “dal 2004 la crisi nel meridione si è diffusa, da quando i ribelli si sono impossessati di armi e hanno dichiarato di voler combattere le forze del governo. Contro l’aumento di violenza, che avviene nell’intero mondo, sono convinto che la migliore strategia sia agire in modo preventivo, ad esempio tramite un adeguato sistema di informazione e di sicurezza. Occorre avere buoni rapporti con gli abitanti dei villaggi locali. Credo possibile un dialogo, ma occorre trovare le giuste persone per portarlo avanti”.

Nel 1932 sotto il regno di re Prajadhipok è stata creata l’attuale monarchia costituzionale. In realtà per 60 anni il Paese è stato guidato da governi militari, intervallati da periodi di democrazia. Nel 1992 la protesta popolare sostenuta dal re ha rovesciato il governo militare di Suchinda Kraprayoon. La successiva democrazia è durata fino al settembre 2006. Da allora la giunta militare ha sempre promesso di indire al più presto nuove elezioni democratiche, ma le ha più volte rinviate.

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