04/06/2013, 00.00
EGITTO - ISLAM
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Il Cairo, migliaia di giudici protestano contro l'islamizzazione della società

I manifestanti chiedono la cancellazione della legge sul pre-pensionamento dei funzionari giudiziari. Circa 13mila giudici verrebbero mandati in pensione. Per i leader della protesta la mossa è un tentativo dei Fratelli Musulmani di mantenere il potere anche in campo giudiziario.

Il Cairo (AsiaNews/ Agenzie) - Migliaia di giudici egiziani hanno invaso ieri sera la piazza davanti all'Alta Corte del Cairo per chiedere la fine del dominio islamista della giustizia e protesta contro il pre-pensionamento di oltre 13mila funzionari.

La manifestazione è stata organizzata dall'Egyptian Judges Club, sindacato che raccoglie circa il 90% dei giudici egiziani. Essa giunge dopo il verdetto emesso nei giorni scorsi dalla Corte costituzionale egiziana che ha giudicato incostituzionali le leggi che governano il Consiglio della Shura (parlamento) dominato da Fratelli musulmani, invalidando di fatto gran parte delle controverse proposte di legge fatte in questi anni, come l'attribuzione di poteri straordinari al presidente Morsi e la possibilità da parte dello stesso di nominare i funzionari chiave del sistema giudiziario egiziano.

In questi mesi il governo e il presidente Mohammed Morsi hanno difeso il decreto legge sull'abbassamento dell'età pensionabile dei funzionari di giustizia come un tentativo di eliminare i giudici fedeli al regime di Mubarak. Tuttavia, secondo i leader della protesta la mossa consentirebbe ai Fratelli Musulmani di piazzare all'interno dei tribunali solo giudici legati al movimento, in modo da arginare la perdita di consensi fra la popolazione.

Dalla salita al potere di Mohammed Morsi sono aumentati le condanne per blasfemia e offesa al presidente. Di recente, Ahmed Duma, attivista, è stato condannato a sei mesi di carcere per aver criticato il presidente Morsi sui social network. Un altro esempio della progressiva islamizzazione della giustizia è quello di  Dimyana Ubeid Abdel al-Nour, insegnante cristiana sotto processo per aver insultato l'islam e Maometto durante una lezione. La donna si è sempre dichiarata innocente. Nella sua lezione di storia aveva parlato della sua stima per il patriarca copto ortodosso Shenuda III. 

 

 

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