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  • » 26/09/2017, 08.56

    ONU - MYANMAR

    Il Myanmar all’Assemblea dell’Onu: ‘Nessuna pulizia etnica o genocidio in Rakhine’



    L’ambasciatore birmano: “La questione è estremamente complessa”. Stati membri e comunità internazionale esortati ad un’analisi “oggettiva ed imparziale”. Il “fattore paura” e “la tattica della terra bruciata” adottata dai terroristi sono le ragioni per l’esodo Rohingya. La priorità del governo è la risoluzione dell’emergenza umanitaria. Avviati programmi di assistenza agli sfollati in collaborazione con la Croce Rossa.

    New York (AsiaNews/Agenzie) – L'ambasciatore del Myanmar presso le Nazioni Unite ribadisce che non esiste alcuna “pulizia etnica” o genocidio contro i musulmani Rohingya e obietta “nei termini più forti” ai Paesi che hanno usato queste parole per descrivere la situazione nello Stato di Rakhine.

    Ieri, Hau Do Suan (v. foto) ha usato il suo “diritto di replica” al termine della sei giorni che ha radunato i leader mondiali all'Assemblea generale per rispondere a ciò che ha definito “commenti irresponsabili” e “accuse prive di fondamento”.

    Non esiste una pulizia etnica. Non c'è genocidio – ha dichiarato l’ambasciatore – I leader del Myanmar, che da tempo si danno da fare per la libertà ed i diritti umani, non accolgono tali politiche. Faremo di tutto per evitare la pulizia etnica e il genocidio”.

    Hau Do Suan ha descritto la questione dei Rohingya come “estremamente complessa” e ha esortato gli Stati membri dell'Onu e la comunità internazionale “a guardare alla situazione nel Rakhine settentrionale in modo oggettivo ed imparziale”. In riferimento agli attacchi dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa), che hanno innescato l’ultimo conflitto, l’ambasciatore ha affermato: “È responsabilità di ogni governo combattere il terrorismo e proteggere i civili innocenti”.

    L'ambasciatore ha detto che esistono diverse ragioni per l'esodo dei circa 430 mila Rohingya in Bangladesh ed “il più importante tra esse è il fattore paura”. Dopo gli attacchi del 25 agosto e la seguente contro-offensiva dell’esercito, ha ribadito, “la maggior parte delle donne e dei bambini sono stati costretti a fuggire”, mentre gli uomini sono stati reclutati dall’Arsa per combattere le forze di sicurezza del Myanmar.

    “La tattica della ‘terra bruciata’ usata dai terroristi è un altro fattore – ha proseguito Hau Do Suan – I terroristi hanno nascosto ordigni esplosivi improvvisati dappertutto, hanno fatto saltare in aria ponti e appiccato incendi”.

    L’ambasciatore ha infine dichiarato che la priorità del governo è la risoluzione dell’emergenza umanitaria. In collaborazione con la Croce Rossa, le autorità hanno avviato programmi di assistenza agli sfollati. Hau Do Suan ha ribadito che il rapporto fornito al governo dalla commissione guidata dall'ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan  costituisce un “piano d’azione” per il futuro.

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