20 Febbraio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est
  •    - Cina
  •    - Corea del Nord
  •    - Corea del Sud
  •    - Giappone
  •    - Hong Kong
  •    - Macao
  •    - Taiwan


  • » 22/11/2017, 11.43

    CINA-VATICANO

    Il Partito comunista blocca il turismo dei cinesi in Vaticano

    Bernardo Cervellera

    Alle agenzie turistiche è vietato fare pubblicità e programmare viaggi e visite al Vaticano alla basilica di san Pietro. Multe fino a 300mila yuan. Il motivo: non ci sono relazioni diplomatiche fra Pechino e la Santa Sede. Un boicottaggio verso il Vaticano perché accetti le condizioni imposte da Pechino nel dialogo? La inutile psicosi del controllo. Cinesi protestanti e cattolici evangelizzano i turisti.

    Roma (AsiaNews) – Il Partito comunista cinese ha dato indicazioni perché nessuna agenzia di viaggio del Paese mandi gruppi di turisti a visitare il Vaticano e la basilica di san Pietro perché “non ci sono relazioni diplomatiche” fra Cina e Santa Sede.

    In un articolo di Radio Free Asia di ieri si citano diverse agenzie che confermano di aver ricevuto direttive datate 16 novembre in cui si ordina di cancellare dalle offerte le visite al centro della cristianità. AsiaNews ha ricevuto conferma dai suoi corrispondenti in Cina che il veto sulle visite in Vaticano è effettivo, anche se tutti dubitano che esso verrà osservato.

    Rfa cita un impiegato della Phoenix Holidays International Travel Agency che aggiunge: “Ogni agenzia turistica che faccia pubblicità a queste destinazioni nelle sue brochure promozionali o in altre pubblicazioni sarà colpito da multe fino a 300mila yuan [oltre 39mila euro]”.

    In questi anni il turismo cinese verso l’Italia è cresciuto in modo enorme. Secondo agenti del settore, “tutti i cinesi che vengono in Italia vengono a visitare il Vaticano, i Musei e la basilica di san Pietro”. Fra i turisti vi sono giovani curiosi come pure cristiani che prendono l’occasione del viaggio in Italia per compiere un vero e proprio pellegrinaggio alle tombe degli apostoli (foto 2).

    La ripresa dei dialoghi fra la Cina e la Santa Sede ha accresciuto il flusso dei turisti-pellegrini e lo stesso papa Francesco, durante le sue udienze, si è volentieri soffermato vicino a gruppi di cinesi che sventolavano la loro bandiera rossa per salutarli personalmente e offrirsi per un selfie.

    La presenza di turisti dalla Cina popolare è tale che gruppi di cinesi cristiani, cattolici e protestanti, hanno deciso di pubblicizzare la loro fede ai loro conterranei in visita distribuendo in piazza san Pietro volantini con spiegazioni sulla storia della Chiesa, della basilica, della fede cristiana, corredati dell’indirizzo della comunità e degli orari di messe e servizi liturgici.

    Forse il bando è per evitare proprio questa “intrusione” e questo tentativo di evangelizzazione dei turisti, che all’estero trovano più libertà di dialogo e di riflessione.

    Gli intervistati da Rfa affermano che il divieto nasce dal fatto che Cina e Vaticano “non hanno relazioni diplomatiche” e che l’ordine “viene da molto in alto”, anzi “dal governo centrale”.

    Il fatto è strabiliante perché proprio ieri, nella Sala Stampa della Santa Sede, è stato dato l’annuncio di una doppia mostra in contemporanea da tenersi nei Musei vaticani e nel Palazzo imperiale di Pechino. Le mostre dovrebbero tenersi nel marzo 2018.

    Sebbene diverse personalità vaticane siano ottimiste sulla riuscita di accordi fra Pechino e Santa Sede e su un possibile viaggio di papa Francesco in Cina, non mancano le docce fredde. In margine al Congresso del Partito comunista cinese, l’allora direttore dell’Amministrazione statale per gli affari religiosi, Wang Zuoan ha elogiato la “sincerità” di papa Francesco, ma ha ribadito le condizioni che da decenni la Cina pone come previe ad ogni dialogo: rompere le cosiddette “relazioni diplomatiche” con Taiwan e non interferire negli affari interni della Cina, nemmeno in nome degli affari religiosi.

    A prima vista, il boicottaggio del turismo cinese verso il Vaticano sembra essere una penalizzazione economica, forse per spingere la Santa Sede ad accettare le condizioni della Cina nel dialogo. Il paragone è con quanto Pechino ha fatto verso la Corea del Sud, quando Seoul ha approvato l’istallazione del sistema anti-missilistico Thaad: ha bloccato i voli dei turisti cinesi verso la Corea e ha boicottato i negozi coreani in Cina.

    Nel caso del boicottaggio verso il Vaticano, a noi sembra che il problema sia nella Cina stessa e nella psicosi governativa di voler controllare la sua popolazione anche quando essa si trova all’estero. Un operatore turistico cinese ha commentato così il bando: “È una cosa che fa ridere. Come pensano di controllare milioni di persone all’estero? E soprattutto i giovani, desiderosi ormai di maggiore libertà rispetto a quella concessa ai loro padri?”.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    10/11/2017 12:50:00 CINA-VATICANO
    Da sotterraneo a ufficiale: si insedia il vescovo di Lanzhou, mons. Han Zhihai

    Rappresentanti del governo affermano che il passaggio da sotterraneo a ufficiale è frutto di un negoziato con il Vaticano. La cerimonia si è svolta con la lettura della “lettera di approvazione” del Consiglio dei vescovi e con il giuramento “patriottico” del candidato. Mons Han Zhihai è un “manager intelligente”. Il 16 novembre un altro insediamento ufficiale ad Handan.



    21/10/2017 12:04:00 CINA-VATICANO
    Wang Zuoan: Papa Francesco è sincero, ma deve sottostare a due condizioni

    In un’intervista alla Commercial Radio, il direttore dell’Amministrazione statale per gli affari religiosi ribadisce l’urgenza di tagliare i rapporti con Taiwan e di non interferire negli affari interni della Cina, nemmeno quelli religiosi. Grandi elogi al discorso di Xi Jinping da parte dei due vescovi ospiti del Congresso del Partito, Fang Xinyao e Ma Yinglin. “Falsi pastori, ma reali schiavi”. I timori di un cattolico sotterraneo.



    21/10/2015 CINA-VATICANO
    Rapporti fra Cina e Vaticano: cooperazione e soprattutto pazienza per superare l’impasse
    Una ricercatrice dell’Accademia sociale delle Scienze cinesi traccia lo “stato dei lavori” dei rapporti fra Pechino e Santa Sede. Una storia lunga e tortuosa, complicata da incomprensioni reciproche, non deve minare la possibilità in futuro di aprire canali di cooperazione. Le nomine episcopali devono essere in mano al Papa, ma il Vaticano deve comprendere meglio i ragionamenti del governo cinese e imparare a fidarsi di più. Alla base di tutto c’è bisogno di pazienza da parte di tutti i lati coinvolti.

    26/10/2017 11:23:00 CINA-VATICANO
    Dopo il Congresso del Pcc, improbabili i miglioramenti per la Chiesa. E per ora il papa non va a Pechino

    Nella nuova leadership presentata ieri, Wang Yang dovrebbe essere il capo della Conferenza politica consultiva del popolo cinese, che tratta con i gruppi religiosi. Egli, considerato un liberale, dovrà però tenere la linea dettata da Xi Jinping sulla “sinicizzazione delle religioni”. Wang Zuoan, direttore dell’Amministrazione statale per gli affari religiosi è stato escluso dal Comitato centrale. In un’intervista precisa che i dialoghi Cina-Vaticano sono “tranquilli”, ma “ma alcuni problemi non sono così semplici e non possono essere risolti in poco tempo”. Una visita del pontefice in Cina non è imminente.



    21/05/2015 CINA - VATICANO
    Xi Jinping: Le religioni devono essere “cinesi” e senza “influenze straniere”
    In un incontro con il Fronte unito, il presidente cinese ribadisce la leadership del Partito comunista nella guida delle religioni e mette in guardia contro la dipendenza da forze straniere. Presi di mira i musulmani dello Xinjiang, i buddisti del Tibet, ma anche il Vaticano. Un cattolico cinese: Si snatura la religione cattolica.



    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Le lacrime dei vescovi cinesi. Un ritratto di mons. Zhuang, vescovo di Shantou

    Padre Pietro

    Un sacerdote della Chiesa ufficiale, ricorda il vescovo 88enne che il Vaticano vuole sostituire con un vescovo illecito, gradito al regime. Mons. Zhuang Jianjian è diventato vescovo sotterraneo per volere del Vaticano nel 2006. Il card. Zen e mons. Zhuang, immagine della Chiesa fedele, “che fa provare un’immensa tristezza e un senso di impotenza”. Le speranze del card. Parolin di consolare “le sofferenze passate e presenti dei cattolici cinesi”.


    CINA-VATICANO-HONG KONG
    Il card. Zen sui vescovi di Shantou e Mindong

    Card. Joseph Zen

    Il vescovo emerito di Hong Kong conferma le informazioni pubblicate nei giorni scorsi da AsiaNews e rivela particolari del suo colloquio con papa Francesco su questi argomenti: “Non creare un altro caso Mindszenty”, il primate d’Ungheria che il Vaticano obbligò a lasciare il Paese, nominando un successore a Budapest, a piacimento del governo comunista del tempo.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®