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» 10/08/2004 13:33
GRECIA - ASIA
Il riscatto dell'Asia alle Olimpiadi di Atene
di Dario Salvi

Roma (AsiaNews) – Con la cerimonia ufficiale, in programma venerdì 13 agosto alle 21 (le 20 in Italia), prenderà il via la XXVIII edizione dei Giochi Olimpici dell'era moderna. Imponenti le cifre della manifestazione: saranno 10.500 gli atleti che competeranno nei 28 sport riconosciuti dal CIO, in rappresentanza di 201 nazioni. Sui Giochi pende la minaccia del terrorismo: considerata la portata mediatica della rassegna, con 4 miliardi di telespettatori previsti, il comitato ha schierato un apparato di sicurezza da record. Saranno 45mila – fra poliziotti, reparti speciali dei militari, vigili del fuoco – gli addetti al servizio d'ordine che garantiranno l'incolumità di atleti e spettatori.

Anche Papa Wojtyla, nell'Angelus di domenica, ha parlato del valore dei Giochi, augurandosi che "possano essere un momento di sereno incontro, di speranza e di pace in un mondo sconvolto da odio e violenza". Il Santo Padre ha affidato la competizione alla "materna protezione della Vergine Santissima, affinché protegga e preservi l'intero mondo dello sport".

Fra le nazioni asiatiche che prenderanno parte all'Olimpiade spicca la Cina, che ha già polverizzato due record: con 407 atleti impegnati in 26 diverse discipline è la nazione con il maggior numero di sportivi. Alle scorse olimpiadi, Sydney 2000, la Cina si è classificata al terzo posto nel medagliere – alle spalle degli Stati Uniti e della Russia – con 28 medaglie d'oro, 16 d'argento e 15 di bronzo. Ma non si può ignorare l'ombra del doping, che aleggia sui ripetuti e sospetti trionfi di atleti cinesi in particolari discipline quali il nuoto. Li Furong, vice-capo della spedizione cinese, dichiara che l'obiettivo è confermare il terzo posto finale. Quello che più conta per la rappresentativa cinese, prosegue Li Furong, "è capire come funziona l'apparato organizzatore e acquisire l'esperienza necessaria per organizzare al meglio i giochi di Pechino 2008". L'atleta più vecchio della spedizione cinese è il 43enne tiratore Wang Yifu, alla sesta olimpiade della carriera e alla ricerca della seconda medaglia d'oro, mentre la più giovane è la nuotatrice Zhang Tianyi con i suoi 14 anni. Ma l'atleta più rappresentativo è Yao Ming, un gigante di 226 centimetri e 134 chilogrammi, che guiderà la squadra di pallacanestro: per prendere parte alla competizione ha rinunciato alle vacanze "perché giocare per il mio paese – ha dichiarato Yao Ming – è un grande onore, che va oltre ogni sacrificio".

Ma un'atleta che di sacrifici dovrà compierne più delle proprie avversarie è la sprinter del Bahrain Roqaya Al Ghasra: per osservare i precetti dell'Islam prenderà parte alle gare con tanto di Chador, per dimostrare al mondo che la fede può superare avversarie e leggi dell'aerodinamica. Per i connazionali Roqaya è un simbolo, tanto che il re ha voluto riceverla a corte per testimoniarle l'affetto e la stima che il paese nutre nei suoi confronti.

Un'altra donna simbolo di questi Giochi è Nima Suratges dell'Afghanistan: fino a qualche anno fa, sotto il regime talebano, le donne non potevano nemmeno camminare liberamente per la strada. Venerdì sarà lei a portare il vessillo nazionale durante la cerimonia inaugurale dei giochi. Le condizioni di vita in Afghanistan sono ancora dure ed è difficile per gli atleti potersi allenare; ciò non ha scoraggiato la sprinter Rubina Mugimyar che, fra buche causate dalle granate e mancanza di attrezzature, ha saputo raggiungere il proprio obiettivo. E correrà i 100 metri indossando pantaloni lunghi, blu e attillati, perchè la mise delle altre atlete in gara le sembra sconveniente e poco adatta ai precetti dell'Islam.

Le Olimpiadi avranno un sapore del tutto particolare anche per i 6 atleti dall'Iraq – 5 uomini e 1 donna – che prenderanno parte ai giochi in 5 differenti discipline: atletica, boxe, nuoto, sollevamento pesi e Taekwondo. Alla delegazione si è aggiunta anche la squadra di calcio che si è qualificata lo scorso maggio battendo l'Arabia Saudita.

Fra le nazioni asiatiche al vertice del ranking mondiale vi è il Giappone, con le 300 medaglie (98 ori, 97 argenti e 105 bronzi) conquistate nel corso delle varie rassegne olimpiche: fra gli atleti più rappresentativi spicca il 21enne ranista Kosuke Kitajima, campione del mondo in carica e alla seconda partecipazione.

Chi cercherà di prendersi delle rivincite in questi giochi è la saltatrice indiana Anju Bobby George, fermata 4 anni fa da un serio infortunio che le ha impedito di gareggiare a Sydney. L'India non ha mai vinto una medaglia olimpica nell'atletica e le speranze di riscatto sono affidate a lei. In questi 4 anni di sofferenza, la Anju, di fede cattolica, ha lavorato duramente per rimettersi in forma, ma ha anche pregato a lungo. Di recente è andata col marito a Roma, per ricevere una speciale benedizione dal papa.

Fra le nazioni asiatiche ve ne sono diverse – Filippine, Afghanistan, Malaysia, Buthan, Taiwan, Vietnam e Timor Est – che non hanno vinto alcun alloro. Ma ciò che conta è partecipare, per onorare lo spirito olimpico.

 


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