03/04/2012, 00.00
FILIPPINE
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Indigeni manobo preparano la Pasqua ricordando il sacrificio di p. Tentorio

P. Vettoretto (Pime) sottolinea il messaggio di speranza lasciato dal missionario ucciso nell'ottobre 2011. I tribali animeranno le celebrazioni della Settimana Santa con preghiere e canti in lingua tradizionale. Ancora ferme le indagini sulla morte del sacerdote.

Kidapawan (AsiaNews) - "La testimonianza e il martirio di p. Fausto Tentorio ci aiutano a vivere questa Pasqua consci del sacrificio di Gesù morto e risorto per la nostra salvezza". È quanto afferma ad AsiaNews p. Giovanni Vettoretto, missionario del Pontificio istituto missioni estere nell'Arakan Valley (Cotabato del nord, Mindanao) e confratello di p. Tentorio, il sacerdote ucciso a colpi di pistola il 17 ottobre 2011.  

"Tutta la popolazione dell'Arakan ha già vissuto in ottobre la sua Settimana Santa", racconta p. Vettoretto, che sottolinea come il dolore per la morte di p. Fausto e i frutti della sua missione sono un segno tangibile della presenza di Cristo fra questa gente. Il sacerdote afferma che le celebrazioni per la Pasqua saranno molto semplici. I giovani stanno preparando i canti tradizionali trascritti in lingua Manobo. Essi verranno eseguiti durante la via Crucis e nella messa di Pasqua, che per tradizione si celebra alle 4 del mattino. Nel corso della messa verrà battezzata una giovane donna tribale.

Secondo il sacerdote la morte di p. Fausto ha segnato nel profondo i fedeli tribali dell'Arakan Valley. "Ogni mese la popolazione partecipa con devozione alla messa in memoria del missionario. I fedeli, alcuni provenienti da molto lontano, pregano per le loro famiglie, per i missionari e per la Chiesa".

P. Vettoretto aggiunge che "il messaggio trasmesso dal sacerdote martire nei suoi 30 anni di apostolato ha infuso nei loro cuori un seme di speranza che li aiuta  ad affrontare le difficoltà economiche e a non soccombere di fronte ai casi di violenza e soprusi molto frequenti in queste regioni martoriate dalla guerra contro i maoisti, gli estremisti islamici e i trafficanti di droga".

Fonti di AsiaNews sottolineano che dopo l'arresto di Jimmy Ato, presunto assassino del missionario, le indagini sono ferme. A tutt'oggi l'uomo si è dichiarato innocente, sottolineando di avere avuto solo un ruolo marginale nella morte del missionario. Le altre quattro persone coinvolte nell'uccisione sono ancora a piede libero.

P. Fausto Tentorio è il terzo missionario del Pime ad essere ucciso nelle Filippine e nell'isola di Mindanao. Nel 1985 p. Tullio Favali è stato ucciso a Tulunan, nella diocesi di Kidapawan, da un gruppo di guardie private armate; nel 1992, p. Salvatore Carzedda, impegnato nel dialogo con i musulmani, è stato ucciso a Zamboanga. Nel 2007, p. Giancarlo Bossi era stato rapito da un gruppo di fuoriusciti del Moro Islamic Liberation Front, ma è stato rilasciato dopo oltre due mesi di cattività. Nel 1998 è stato rapito anche p. Luciano Benedetti. I suoi rapitori, un gruppo musulmano, lo hanno liberato dopo circa 2 mesi. (S.C.)

 

 

 

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