01 Ottobre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  •    - Brunei
  •    - Cambogia
  •    - Filippine
  •    - Indonesia
  •    - Laos
  •    - Malaysia
  •    - Myanmar
  •    - Singapore
  •    - Tailandia
  •    - Timor Est
  •    - Vietnam
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 21/06/2011, 00.00

    INDONESIA-ARABIA SAUDITA

    Indonesiana decapitata in Arabia Saudita. Jakarta minaccia di bloccare il flusso di migranti

    Mathias Hariyadi

    Una donna di 54 anni è stata decapitata il 18 giugno per aver ucciso il suo datore di lavoro. L’ambasciata indonesiana non era al corrente del processo, e non è stata informata dal governo saudita. Forti reazioni nell’opinione pubblica indonesiana.
    Jakarta (AsiaNews) – L’opinione pubblica indonesiana reagisce con indignazione alla notizia della decapitazione di una connazionale, Ruyati binti Satubi Saruna, 54 anni, in Arabia saudita, condannata a morte per un caso di omicidio. E gli indonesiani criticano il proprio governo accusandolo di non fare abbastanza per difendere i lavoratori migranti, a differenza delle Filippine.

    Nel 2007 l’allora presidente Gloria Macapagal Arroyo si è impegnata fortemente per salvare la vita di una domestica pinoy condannata a morte in Kuwait il 9 dicembre 2007. Il 9 dicembre 2009 l’emiro del Kuwait Sheikh Sabah al-Ahmad al-Sabah ha fornito la sua promessa che non avrebbe firmato l’ordine di esecuzione contro Marillou Ranario che doveva essere impiccata per aver ucciso il suo datore di lavoro nel 2005. Arroyo è volata in Medio oriente per discutere del caso con l’emiro. Ranario è scampata alla forca.

    La notizia della decapitazione avvenuta il 18 giugno è stata accolta nel Paese come un segnale che il governo indonesiano è indifferente alla sorte dei suoi cittadini all’estero. La notizia ha provocato un innalzamento della tensione fra Jakarta e Riyadh, dal momento che il governo indonesiano, così come l’ambasciata a Jeddah non hanno avuto nessuna comunicazione ufficiale sul processo che si è svolto a carico di Ruyati.
     
    Ruyati binti Satubi Saruna è stata condannata e decapitate per aver ucciso il suo datore di lavoro, in una storia di abusi e problemi psicologici.
    Il suo corpo è già stato sepolto da qualche parte in Arabia. Secondo la legge saudita il corpo di un decapitato non può essere riportato nel Paese natio. E questa notizia ha dato il via a reazioni emotive molto forti nell’opinione pubblica indonesiana. La risposta ufficiale è stato il richiamo in patria dell’ambasciatore indonesiano in Arabia saudita, Gatoy Abdullah Mansyur, per “consultazioni”.
     
    Il ministro degli Esteri indonesiano, Marty Natalegawa ha dichiarato che questo significa che l’Indonesia sta studiando serie misure in risposta all’esecuzione. Marty è stato molto criticato perché il rappresentante a Jeddah era all’oscuro del processo e non ha fornito assistenza legale. Marty ha ammesso che l’ambasciata “non era a conoscenza” del fatto, e che l’esecuzione è avvenuta senza il consenso indonesiano. “E’ inaccettabile il fatto che non ci sia stata nessuna comunicazione da parte delle autorità saudite” ha dichiarato.

    Il ministro indonesiano del Lavoro Muhaimin Iskandar ha minacciato una “moratoria” sull’invio di lavoratori indonesiani in Arabia saudita. “Sarebbe meglio avere una moratoria. Quest’assenza di informazioni ufficiali ha seriamente danneggiato i rapporti fra le due nazioni” ha dichiarato Heru Lelono, assistente speciale del Presidente.
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    24/06/2011 INDONESIA-ARABIA SAUDITA
    Dopo la decapitazione di Ruyati, Jakarta blocca i migranti verso l’Arabia Saudita
    Ruyati Binti Satubi Saruna, una migrante, era stata condannata a morte per omicidio e decapitata senza che le autorità indonesiane fossero informate. Altri 28 indonesiani nel regno saudita affrontano possibili condanne capitali. Accuse al governo e all’ambasciata di scarso interesse verso i migranti.

    29/03/2011 TAIWAN
    Pena di morte a Taiwan: la Chiesa si oppone, ma l’opinione pubblica è contro la moratoria
    Lo stupro e l’assassinio di una studentessa di 13 anni a opera di un molestatore seriale hanno colpito profondamente il Paese. Il dibattito politico sull’abolizione è a un punto fermo. Cina, Iran, Arabia Saudita, Stati Uniti e Yemen i Paesi che vi fanno ricorso più di frequente. In Cina i dati sono tenuti segreti, ma sono probabili migliaia di esecuzioni ogni anno.

    02/07/2011 INDONESIA - ARABIA SAUDITA
    L’Arabia Saudita “caccerà” tutti i migranti indonesiani
    La decisione annunciata il 30 giugno. Jakarta risponde che ha solo anticipata la propria decisione di fermare le migrazioni. Ma esperti osservano che Riyadh ha bisogno della forza lavoro indonesiana e Jakarta ha milioni di disoccupati. Occorre, invece, discutere insieme di sicurezza e di diritti.

    17/04/2015 INDONESIA - ARABIA SAUDITA
    Arabia Saudita, decapitata un'altra indonesiana. "Shock e dolore" a Jakarta
    È il secondo caso in meno di una settimana. Karni binti Medi Tarsim era stata condannata a morte per aver ucciso il figlio di quattro anni della padrona. Anche in questo caso le autorità indonesiane avvertite a fatto compiuto. Attivisti e gruppi pro diritti umani si appellano al presidente Jokowi, per la tutela dei lavoratori migranti.

    15/04/2015 ARABIA SAUDITA - INDONESIA
    Arabia Saudita, giustiziata "a sorpresa" una migrante indonesiana. Proteste di Jakarta
    Siti Zaenab Binti Duhri Rupa, condannata a morte per aver ucciso nel 1999 il datore di lavoro, è morta ieri. Il governo indonesiano contro le autorità saudite, che non hanno avvertito dell’imminente esecuzione. Il consolato di Jeddah avvertito solo in un secondo momento.



    In evidenza

    SIMPOSIO ASIANEWS
    Madre Teresa, la Misericordia per l’Asia e per il mondo (VIDEO)



    Pubblichiamo le registrazioni video degli interventi che si sono susseguiti durante il Simposio internazionale organizzato da AsiaNews il 2 settembre scorso. In ordine intervengono: P. Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale del PIME; Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide; Sr. Mary Prema, Superiora Generale delle Missionarie della Carità; P. Brian Kolodiejchuk, postulatore della Causa della Madre; Card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai; P. John A. Worthley, sull'influenza di Madre Teresa in Cina; una testimonianza sull'influenza di Madre Teresa nel mondo islamico; mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale.


    CINA - VATICANO
    Pechino diffonde la nuova bozza di regolamenti sulle attività religiose. Più dura

    Bernardo Cervellera

    Multe fino a 200mila yuan (27mila euro) per “attività religiose illegali” da parte di cattolici o altri membri di comunità sotterranee. Fra le “attività illegali” vi è la “dipendenza dall’estero” (ad esempio il rapporto col Vaticano). Si predica la non discriminazione, ma ai membri del partito è proibito praticare la religione anche in privato. Precisi controlli su edifici, statue, croci. Controlli serrati anche su internet. Forse è la fine delle comunità sotterranee.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®