26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 06/02/2012 12:14
SRI LANKA
Jaffna: Sfollati dal 1990, il governo dimentica migliaia di persone
di Melani Manel Perera
Nel campo profughi di Udduppidi vivono 100 famiglie, 52 in quello di Sinnaweli. Da un anno il governo considera queste persone “reinsediate” e non invia più farina, riso, lenticchie, olio di cocco e zucchero. Gli sfollati: “Senza dignità, vogliamo essere cittadini del nostro Paese”.

Jaffna (AsiaNews) – “La guerra e gli espropri ci hanno tolto ogni dignità di esseri umani. Quando torneremo a essere cittadini nel nostro Paese?”. Se lo chiedono centinaia di famiglie, originarie della penisola di Jaffna e altre zone della Northern Province dello Sri Lanka, che dal 1990 vivono nei campi per Idps (Internally Displaced People, sfollati interni). Tra questi, migliaia di persone dell’area di Pallali (città della penisola di Jaffna) che il governo ha trasferito nel campo di Sinnaweli e nel campo J-354 di Udduppidi. Da legittimi proprietari di case e terreni, a profughi che non hanno più un lavoro, né aiuti dal governo, perché “la guerra è finita”. Così, mentre lo Sri Lanka celebra in questi giorni il 64mo anniversario dell’indipendenza, da quasi un anno le famiglie di questi campi non ricevono derrate alimentari.

Il campo J-354 di Udduppidi si trova su un terreno privato, appartenente a un tamil che risiede all’estero. Qui vivono 100 famiglie, cinque delle quali sono “guidate” da donne, rimaste vedove durante la guerra. “Avevamo una bella vita – raccontano ad AsiaNews alcune di loro –, eravamo agricoltori e le nostre terre ci davano tutto il necessario per la sussistenza. Invece, da quando siamo qui conduciamo delle vite miserabili. Non abbiamo nulla”.

Negli ultimi sei mesi, le loro condizioni di vita sono ancora peggiorate. Il governo infatti ha sospeso la distribuzione di aiuti alimentari. “Le autorità – spiegano le donne – vogliono mostrare al mondo che non ci sono più profughi, né campi. Così, noi non riceviamo più riso, lenticchie, farina, zucchero e olio di cocco. Ma non avendo più un lavoro, facciamo ancora più fatica”. A questo, sottolineano alcuni uomini, “si aggiunge un altro problema: non potendo provare di essere proprietari di una terra o di una casa, la banca non ci concede alcun tipo di prestito. Così, non possiamo avviare attività. E le 300-400 rupie [circa 2 euro] che riusciamo a guadagnare in una giornata, non bastano al fabbisogno di una famiglia”.

Gli sfollati del campo di Sinnaweli vivono in condizioni simili. Sono 52 famiglie di pescatori, per un totale di 250 persone, sempre provenienti dall’area di Palali. La maggior parte di loro sono cattolici, i restanti sono indù. Il campo sorge a Wadamarachchi, vicino alla spiaggia, e ogni anno, durante la stagione delle piogge, le persone sono costrette a spostarsi a causa delle alluvioni. Vi sono 40 giovani che hanno studiato fino al diploma, ma non riuscendo a trovare lavoro aiutano i loro padri nella pesca. “Un’attività – spiegano alcune persone – non più sufficiente alla sussistenza minima di una famiglia”.

Il governo ha sospeso gli aiuti alimentari per questo campo da un anno. Inoltre, le autorità hanno classificato queste famiglie come “reinsediate”, non più come “da reinsediare”. La gente di Sinnaweli si chiede: “Che senso ha tutto questo? Perché il governo gioca con le nostre vite? Non siamo mendicanti. Abbiamo proprietà, terre, case, a pochi chilometri da qui. Che fine hanno fatto? A lungo abbiamo cercato di discutere con i funzionari locali, ma senza alcun successo. Vogliamo tornare a Palali. Le nostre vite sono lì”.
 

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
14/12/2011 SRI LANKA
Profughi tamil e vedove di guerra nella Jaffna militarizzata
di Melani Manel Perera
24/05/2012 SRI LANKA
Tamil e vedove di guerra dello Sri Lanka: Il governo ci ha abbandonati
di Melani Manel Perera
21/05/2012 SRI LANKA
Sri Lanka, suore cattoliche ricordano vittime e scomparsi della guerra civile
di Melani Manel Perera
25/01/2012 SRI LANKA
Rajapaksa “promette” l’indipendenza ai Tamil
di Melani Manel Perera
09/01/2012 SRI LANKA
Leader religiosi chiedono soluzioni urgenti per gli sfollati e riconciliazione con i tamil
di Melani Manel Perera

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate