22 Gennaio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 09/11/2017, 12.48

    INDONESIA

    Jakarta, i vescovi indonesiani per il dialogo interreligioso contro il radicalismo

    Mathias Hariyadi

    Ridurre le tensioni attraverso una comunicazione valida e fondata sul reciproco rispetto. L’esperienza di p. Felix Supranto ed i suoi “tre passi”: impegno, desiderio e rispetto. La socializzazione per vincere le visioni “distorte”. I cattolici invitati ad essere “creativi” e chiamati ad uscire dalla propria “zona di comfort”.

    Jakarta (AsiaNews) – I vescovi indonesiani intendono promuovere relazioni più profonde con comunità ed esponenti di differenti confessioni religiose. È quanto emerge da una serie di conferenze organizzate questa settimana dalla Conferenza episcopale, cui hanno preso parte 37 presuli. Il 7 e l’8 novembre scorsi, gli incontri sono stati focalizzati su come definire “una presenza significativa e rilevante della Chiesa indonesiana nel conferire dignità al mondo”, con il contributo di figure esterne alla comunità cattolica (foto 1).

    P. Felix Supranto (foto 2) ha condiviso ieri la propria esperienza su come ridurre le tensioni religiose, attraverso una comunicazione valida e fondata sul reciproco rispetto. Tre sono i passi che ogni cattolico deve affrontare per ottenere buoni rapporti. “Il primo – ha affermato il sacerdote – consiste nell’impegno ad abbandonare la ‘zona di comfort’ della comunità di appartenenza, cosa che accende sempre un senso di ‘insicurezza emotiva’. Tuttavia, in un secondo momento comincia a crescere il desiderio di conoscere realtà differenti. Il terzo passo è il momento in cui tale incontro amichevole genera un senso di rispetto e di fraternità reciproci”.

    P. Supranto ribadisce che attraverso la socializzazione con le comunità non-cristiane, le visioni “distorte” e le percezioni negative sui cattolici “si riducono in maniera drastica”. “Alla fine esse riconoscono che noi cattolici siamo gente buona e semplice”, ha dichiarato il sacerdote, spesso invitato e coinvolto in incontri interreligiosi o lezioni negli istituti islamici. Insieme ad alcuni gruppi musulmani, p. Supranto è anche impegnato in iniziative per la tutela ambientale.

    Condividendo la sua visione sul crescente radicalismo nella società contemporanea indonesiana, il sacerdote ha affermato che a ciò contribuisce anche “la chiusura dei cattolici nelle comunità e nella ‘zona di comfort’, che impedisce di mostrare empatia verso gli altri”. P. Supranto ha invitato i cattolici ad essere “creativi” nel creare relazioni, soprattutto quando sono chiamati a difendere i valori della nazione in quanto Stato secolare. “Lasciamoci coinvolgere in un tale movimento sociale, affinché tutti ci sentiamo parte della nazione e ne siamo orgogliosi”, ha dichiarato.

    All’incontro ha preso parte anche Allisa Wahid (foto 3-4), del gruppo interreligioso GusDurian, che ha espresso la propria approvazione per quanto sostenuto da p. Supranto. Allisa Wahid è la figlia più giovane dell’ex presidente indonesiano Abdurrahman “Gus Dur” Wahid, icona del dialogo fra le religioni nel Paese. La donna ha parlato del crescente esclusivismo religioso in Indonesia, Paese islamico più popoloso al mondo. “Ciò che mi preoccupa è la scarsa percezione del fenomeno tra i funzionari del governo, che non distinguono tra religiosità ed estremismo religioso. Il governo continua a pensare che questo non sia un problema grave da affrontare seriamente”, ha affermato.

    Secondo analisti socio-politici, la situazione in Indonesia si farà sempre più “calda”, in vista delle elezioni regionali del 2018 e delle presidenziali del 2019. “Quello di cui abbiamo bisogno dai leader religiosi è un loro maggiore impegno e coinvolgimento, poiché la nostra condizione sociale non è tranquilla come comunemente percepita e attesa”, ha dichiarato Allisa Wahid. Ella è convinta che i rappresentanti delle varie confessioni, inclusi i vescovi, non hanno ancora esercitato a pieno la propria influenza per mettere al sicuro il valori pluralisti della nazione. “Dobbiamo fare di più perché questi valori sono inestimabili. “Più la società indonesiana crederà in questi valori, meno i cittadini saranno intolleranti”, ha concluso.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    08/01/2018 12:07:00 INDONESIA
    Arcivescovo di Jakarta: Il 2018, anno dell’Unità contro gli estremismi

    Crescono nel Paese gli episodi di intolleranza religiosa e politica. Lanciati lo slogan ‘Noi siamo Diversi, Noi siamo Indonesia’ e l’immagine di Nostra Signora di Tutte le Etnie. La Chiesa indonesiana è impegnata in numerose iniziative e progetti volti a promuovere e garantire i valori nazionali del pluralismo.



    18/11/2017 08:55:00 INDONESIA
    Jakarta, i vescovi ricordano l’importate ruolo della Chiesa nella storia d’Indonesia

    Rinnovare il sostegno ai valori nazionali dell’unità e dell’armonia. L’impegno dei cattolici prima e dopo l’indipendenza. Il Vaticano è stato tra le prime nazioni straniere a riconoscere il nuovo Stato. La Chiesa cattolica indonesiana ha contribuito a stabilizzare il Paese. L’opera di mons. Albertus Soegijapranata del vicariato apostolico di Semarang



    26/10/2004 INDONESIA
    Scuola di Sang Timur: rimangono le tensioni

    Ex presidente Gus Dur invita al dialogo. Autorità cattoliche: "niente commenti la situazione è ancora molto delicata".



    14/09/2017 15:03:00 INDONESIA
    Dalla Chiesa indonesiana un impulso di tolleranza all’effetto Ahok

    Nelle assemblee dei religiosi indonesiani, rinnovato l’impegno per il pluralismo. Suore e sacerdoti fanno visita a diversi centri religiosi e culturali. Le iniziative di comunità e organizzazioni per promuovere il dialogo interreligioso.



    24/07/2014 INDONESIA
    Purwokerto, musulmani in parrocchia per la cena dopo il digiuno di Ramadan
    Un sacerdote della reggenza di Banjarnegara, nel "cuore islamico" dell'Indonesia, ha invitato "tutte le persone di buona volontà" a mangiare insieme dopo il tramonto. Presente anche il capo locale del Fronte di difesa islamico, Gus Khayatul Maki, che ha parlato a favore del pluralismo e della tolleranza religiosa. A Java un sacerdote coinvolge più di 90 giovani in una due giorni dedicata al dialogo interreligioso.



    In evidenza

    EGITTO-LIBANO
    Al Cairo, musulmani e cristiani si incontrano per Gerusalemme, ‘la causa delle cause’

    Fady Noun

    Si è tenuta il 16 e 17 gennaio all’istituto sunnita al-Azhar. Hanno preso parte molte personalità del Libano, fra cui il patriarca maronita Bechara Raï. I mondo arabo diviso fra “complice passività” e “discorsi rumorosi ma inefficaci”. Ex-premier libanese: coordinare le azioni per una maggiore efficienza al servizio di una “identità pluralistica di Gerusalemme” e della “libertà religiosa”. Card. Raï: serve preghiera congiunta, la solidarietà interreligiosa islamico-cristiana in tutto il mondo arabo e sostenere i palestinesi.


    CINA
    Yunnan: fino a 13 anni di prigione per i cristiani accusati di appartenere a una setta apocalittica



    Le setta in questione è quella dei Tre gradi del Servizio, un gruppo pseudo-protestante sotterraneo fondato nell’Henan e diffuso soprattutto nelle campagne. I condannati rivendicano di essere solo cristiani e di non sapere nulla della setta. Gli avvocati difensori minacciati della revoca della loro licenza.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®