30/12/2019, 12.59
INDIA
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Jharkhand, nuovo Chief minister fa cadere le accuse di ‘sedizione’ contro 10mila tribali

Gli indigeni erano a processo per le proteste contro le leggi che espropriano le loro terre. Hemant Soren ha battuto alle elezioni il capo del governo uscente, del Bharatiya Janata Party. Fonti cattoliche locali: la sua nomina è una nuova “alba” per lo Stato indiano.

New Delhi (AsiaNews) – Hemant Soren, nuovo Chief minister del Jharkhand, ha fatto cadere l’accusa di “sedizione” contro 10mila tribali. È la prima decisione adottata dal politico, che ha prestato giuramento ieri. Gli indigeni erano finiti a processo nel 2017 per essersi opposti alle leggi varate dal governo statale guidato dal partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party (Bjp), che espropriavano terreni e foreste appartenenti ai tribali da centinaia di anni.

Soren è stato eletto la settimana scorsa con una coalizione composta dal Congress e da due partiti regionali: Jharkhand Mukti Morcha (Jmm), con base in Jharkhand, e Rashtriya Janata Dal (Rjd), localizzato in Bihar. Egli ha battuto il Chief minister uscente Raghubar Das, del Bjp, con 47 seggi su un totale di 81. Il candidato del Bjp ne ha presi 25.

Per gli esperti, la decisione del nuovo capo del governo evidenzia una sua “sensibilità” nei confronti delle sofferenze del popolo tribale, sceso in piazza per affermare i propri diritti. Per fonti cattoliche di AsiaNews, la sua elezione rappresenta una nuova “alba” per il Jharkhand, dove il governo indù della passata amministrazione ha approvato leggi contrarie alla minoranza cristiana e agli adivasi (gruppi etnici locali), con conseguenze anche sui diritti delle terre per i tribali.

A fine 2016 l’Assemblea statale ha varato emendamenti a due leggi - il Chotanagpur Tenancy Act del 1908 e il Santhal Paragana Tenancy Act del 1949. Le modifiche annullano il divieto di acquisire le terre dei tribali imposto sia allo Stato che agli individui. Le norme proteggevano le proprietà terriere dei tribali e le risorse naturali del territorio dal profitto indiscriminato di attività industriali o turistiche.

Gli indigeni, in maggioranza persone senza istruzione, protestavano perché le terre rappresentano l’unica fonte di reddito che garantisce loro la sopravvivenza. Essi hanno dato vita al movimento “Pathalgadi”, dal nome della stele eretta all’ingresso di ogni villaggio tribale che regola la vita all’interno e esclude l’ingerenza dell’amministrazione centrale o locale. Da parte sua, l’ex governo accusava i manifestanti di simpatie maoiste e di avere l’appoggio di un “manipolo” di coltivatori d’oppio, prodotto in Jharkhand in maniera illegale.

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