19 Agosto 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 14/02/2017, 12.22

    INDIA

    Jharkhand, rifiuta di abiurare e di tornare alla fede degli alberi. Un cristiano muore da martire

    Santosh Digal

    Bartu Urawn aveva 50 anni e viveva nel villaggio di Kubuaa. Un gruppo di 15 indigeni indù lo ha legato e gettato in uno stagno ghiacciato. “Non rinnegherò Cristo. Continuerò a credere in lui fino all’ultimo respiro”. Un rapporto del Catholic Secular Forum di Mumbai riporta che nel 2016 almeno 10 cristiani sono stati uccisi per la propria fede.

    Ranchi (AsiaNews) – Aveva rifiutato di rinnegare la propria fede in Cristo e per questo è stato gettato in uno stagno ghiacciato con le mani legate. L’uomo, un cristiano del Jharkhand, è morto da martire a causa di ripetuti arresti cardiaci dopo aver passato 17 ore immerso nell’acqua. È successo nel villaggio di Kubuaa, nel distretto di Palamu, dove Bartu Urawn, cristiano di 50 anni, risiedeva con la moglie e il figlio Beneswar. È stato proprio quest’ultimo a denunciare l’ultimo episodio di violenza di radicali indù contro un membro della minoranza cristiana in India, dove la Costituzione – sempre più spesso violata – garantisce la libertà di culto.

    Bartu e la sua famiglia si erano convertiti al cristianesimo circa 10 anni fa. Insieme a loro, anche altre nove famiglie del villaggio, di cui sette sono state forzate a riabbracciare la religione originaria. La scelta della famiglia Urawn non è mai stata accettata dagli altri abitanti del villaggio, appartenenti a gruppi tribali che professano il culto di “Sarna”, cioè “religione degli alberi sacri”. Si tratta di un rituale di antiche origini comune alla mitologia indù, buddista e giainista, che prevede anche il sacrificio di animali.

    Beneswar ha raccontato che i suoi genitori erano da tempo bersaglio degli indigeni indù, contrari alla conversione. Per questo, nell’estremo tentativo di far loro rinnegare la fede, un gruppo di 15 persone li ha legati e gettati nell’acqua fredda. Lì sono rimasti per tutta la notte, mentre il giovane veniva costretto ad assistere alla loro tortura. “Gli chiedevano di abiurare – riferisce – ma lui rispondeva ogni volta: ‘Non rinnegherò Cristo. Continuerò a credere in lui fino all’ultimo respiro’”.

    Il cristiano in precedenza è stato obbligato a mangiare della carne offerta in sacrificio e a bere alcolici, mentre il figlio è stato costretto a bere acqua inquinata. Riemersi dallo stagno, Bartu è deceduto per lo sforzo fisico, mentre la moglie è sopravvissuta.

    Secondo l’ultimo rapporto di Open Doors, l’India è al 15mo posto nella classifica dei Paesi dove i cristiani sono più perseguitati. Dati del censimento del 2011 sulle comunità religiose, riportano che nel Paese la maggioranza professa la fede indù (79,8% su un totale di 1,2 miliardi di abitanti), mentre i cristiani rappresentano appena il 2,3% (circa 27,8 milioni di fedeli), di cui in gran parte dalit (intoccabili) e tribali.

    Un rapporto recente della Commissione Usa sulla libertà religiosa nel mondo afferma che l’India non rispetta gli standard internazionali, discriminando e perseguitando le minoranze. Nonostante la carta fondamentale dello Stato rispetti la diversità religiosa e garantisca a tutti i cittadini la piena libertà di professione, le minoranze – in particolare quella cristiana – sono spesso oggetto di violenze, persecuzione e varie forme di intimidazione. Un altro studio del Catholic Secular Forum di Mumbai riporta che nel 2016 almeno 10 cristiani sono stati uccisi per la propria fede e altri 500 presi di mira con l’accusa di conversioni forzate.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    10/04/2013 INDIA
    Jharkhand: dopo otto anni, torna libero missionario cristiano
    Fratel Samuel, dell’organizzazione protestante Gospel for Asia, era stato arrestato per sospetti legami con i guerriglieri maoisti. In prigione ha proclamato il Vangelo, spingendo 20 detenuti a convertirsi al cristianesimo.

    28/03/2007 INDIA
    In Jharkhand e Andhra Pradesh politici locali lottano contro le conversioni cristiane
    L’aumento delle conversioni “preoccupa” i poteri locali, che accusano i cristiani di derubare i miseri e di varie nefandezze. Nello Jharkhand si vogliono togliere ai convertiti tribali i sussidi statali. Nell’Andhra Pradesh si alimentano vere campagne di intolleranza.

    30/09/2004 pakistan
    Legge sulla blasfemia: vessazioni e violenze contro tutte le religioni
    Anche un ministro pakistano ammette che la norma per difendere l'Islam è manipolata per compiere abusi. Dal 1986 ad oggi 4 mila denunce di offese alla religione musulmana.

    16/08/2017 12:03:00 PAKISTAN
    Lahore, morto ‘sotto custodia’ un detenuto cristiano che aveva rifiutato di abiurare

    Indaryas Ghulam è deceduto in circostanze misteriose nelle mani della polizia. Sul corpo presentava bruciature e tagli. Il cristiano era tra i 42 arrestati per il linciaggio di due musulmani dopo gli attentati alle chiese di Youhanabad. Il detenuto avrebbe avuto salva la vita, se avesse rinnegato Cristo.



    02/05/2015 INDIA – STATI UNITI
    Washington accusa: Con Modi, peggiora la situazione della libertà religiosa in India
    La Commissione Usa per la libertà religiosa nel mondo presenta il Rapporto 2015 sul subcontinente: “Dalle elezioni dello scorso anno, le minoranze religiose hanno subito un aumento di attacchi e di violenze verbali. Il governo non fa abbastanza per fermarle”. Delhi reagisce: “Non comprendete il Paese”.



    In evidenza

    LIBANO-M. ORIENTE-VATICANO
    Patriarchi cattolici d’Oriente: Il genocidio dei cristiani, un affronto contro tutta l’umanità

    Fady Noun

    Colpite da guerre, emigrazione e insicurezza, le comunità cristiane si sono ridotte ormai a un “piccolo gregge” nell’indifferenza internazionale. Un appello a papa Francesco e alla comunità internazionale. Cattolici e ortodossi condividono gli stessi problemi. La fine dei cristiani in Oriente sarebbe “uno stigma di vergogna per tutto il XXI secolo”.


    COREA
    Vescovi coreani: No alle ‘provocazioni imprudenti’. Fermiamo l’escalation nucleare lavorando per la ‘coesistenza dell’umanità’



    I vescovi coreani hanno diffuso oggi un’Esortazione sulle tensioni crescenti attorno alla penisola coreana. La Corea del Nord, ma anche i “Paesi limitrofi” rischiano di compiere “azioni precipitose, senza freni”, che potrebbero portare alla “morte di innumerevoli persone” e a “piaghe profonde per l’intera l’umanità”. Ridurre le spese militari e potenziare le spese per lo sviluppo umano e culturale. L’appello a usare “la coscienza, l’intelligenza, la solidarietà, la pietà e il mutuo rispetto”. La preghiera nel giorno dell’Assunta, festa dell’indipendenza coreana.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®