16/02/2018, 12.24
NEPAL
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KP Sharma Oli ‘amico della Cina’ giura come 41mo primo ministro del Nepal

Egli è leader del Partito comunista del Nepal marxista-leninista unificato. Ha iniziato la carriera negli anni ’70 e ha trascorso 14 anni in prigione in opposizione alla monarchia indù. Promette pace, stabilità e sviluppo.

Kathmandu (AsiaNews) – Nel tardo pomeriggio di ieri Khadga Prasad Sharma Oli, leader del Partito comunista del Nepal marxista-leninista unificato (Cpn-Uml), ha giurato come 41mo primo ministro del Nepal. Egli succede a Sher Bahadur Deuba, leader del Nepali Congress, rimasto in carica per soli otto mesi. A differenza del predecessore che era vicino alla leadership indiana, il nuovo premier è considerato un “amico della Cina”.

È la seconda volta che Oli guida il Paese himalayano dopo l’approvazione della prima Costituzione democratica e laica nell’ottobre 2015. Durante il primo mandato, dall’ottobre 2015 al luglio 2016, ha risolto la delicata questione del blocco delle esportazioni dall’India. L’embargo commerciale imposto dalle autorità di Delhi aveva inasprito ancora di più le fragili condizioni della popolazione, sconvolta dal terribile terremoto che nell’aprile 2015 ha provocato oltre 8mila morti.

Le tensioni con l’India hanno favorito un avvicinamento con la Cina, con cui Oli ha firmato una serie di accordi commerciali proprio per alleviare le sofferenze dei nepalesi e alleggerire le restrizioni poste dal blocco. Ora gli analisti ritengono che egli vorrà continuare nel cammino di collaborazione con Pechino intrapreso negli anni scorsi. Esperti suggeriscono che i primi accordi potrebbero riguardare lo sviluppo della rete ferroviaria e il rinnovo degli obsoleti impianti idroelettrici.

Il primo ministro è un politico di lunga data. Ha iniziato la carriera negli anni ’70 e tra le altre cariche che ha ricoperto, anche quella di ministro degli Esteri nel 2007. Tra il 1970 e il 1990 ha trascorso 14 anni in carcere per le sue posizioni critiche nei confronti della monarchia indù, abolita nel 2006. Ieri la sua nomina stata resa possibile dall’alleanza con il Partito comunista del Nepal (centro maoista) (Cpn-M), del leader Pushpa Kamal Dahal detto “Prachanda”. Proprio i maoisti – durante il primo mandato – lo avevano costretto alle dimissioni presentando una mozione di sfiducia per evitare le incriminazioni dei propri leader indagati dalla Commissione che raccoglie le denunce delle vittime della guerra civile

Esperti sottolineano che l’elevata instabilità politica è una delle principali criticità del Paese asiatico, dove si sono avvicendati 11 governi da quando è stata abolita la monarchia. Ciò ha favorito il proliferare della corruzione e aggravato il ristagno economico. Dal canto suo, Oli ha promesso di promuovere la pace, la stabilità e lo sviluppo, riportando fiducia negli investitori e accelerando la crescita.

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