17/09/2015, 00.00
NEPAL

Approvata la prima Costituzione democratica nella storia del Nepal

di Christopher Sharma
Il Paese diventa una Repubblica democratica federale laica. Il testo passato in Assemblea costituente con 507 voti a favore e 25 contrari. Partiti delle minoranze boicottano la votazione, gli indù si schierano contro. La vittoria arriva dopo settimane di scontri tra la popolazione. Primo ministro: “Momento di grande orgoglio, dobbiamo festeggiare tutti insieme”.

Kathmandu (AsiaNews) - Siamo “di fronte ad un evento storico: abbiamo approvato la prima Costituzione del Paese. Il Nepal ora è una Repubblica democratica federale laica”. Con queste parole Pushpa Kamal Dahal, presidente dell’Ucpn (M) [Unified Communist Party of Nepal (Maoist), terzo partito del Paese - ndr], ha salutato ieri sera lo storico passaggio della prima carta costituzionale del Paese asiatico, approvata dopo anni di discussioni e rinvii. Con 507 voti a favore e 25 contrari l’Assemblea costituente (Ca) ha approvato il testo, il primo ad essere stato scritto da rappresentanti eletti dal popolo.

È quasi arrivato alla conclusione il lungo processo costituente, iniziato nel 2006 con l’accordo di pace - Comprehensive Peace Agreement, firmato davanti alle Nazioni Unite - che ha messo fine alla decennale guerra civile che ha contrapposto l’esercito e i guerriglieri maoisti. La prima Ca è stata eletta nel 2007 - dopo 240 anni di monarchia assoluta indù - ma è stata sciolta nel 2012 con un nulla di fatto. L’attuale seconda Assemblea creata nel novembre 2013 ha avuto numerose difficoltà iniziali, non riuscendo a trovare l’accordo entro gennaio 2015, come previsto.

Il tragico terremoto del 25 aprile (che ha provocato oltre 8mila morti) ha dato una spinta al processo riformatore, che si concluderà sabato 19 settembre con la promulgazione del testo da parte di Ram Baran Yadav, presidente del Nepal. A seguire, le autorità di Kathmandu hanno indetto festeggiamenti per due giorni (domenica e lunedì), con celebrazioni che si svolgeranno su tutto il territorio nazionale.

La nuova Costituzione è divisa in 37 parti, 302 articoli e 9 indici. Gli aspetti chiave del testo sono i seguenti: forma repubblicana dello Stato, federalismo, laicità, inclusione e rappresentazione proporzionale delle minoranze svantaggiate, politiche di giustizia sociale.

Sushil Koirala, primo ministro del Nepal e presidente del Nepali Congress, ha affermato: “Questo è un momento di grande orgoglio, è il giorno più felice della mia carriera politica. Abbiamo realizzato il nostro sogno. Dobbiamo festeggiare tutti insieme, ulteriori insoddisfazioni verranno risolte attraverso il dialogo e nuovi emendamenti”. I partiti che rappresentano le minoranze madhese e tharu hanno boicottato la votazione di ieri, mentre il Rastriya Prajatantra Party-Nepal (partito induista) si è opposto, domandando che venga restaurata la monarchia e il regno indù.

L’approvazione della prima Costituzione giunge al termine di diverse settimane di discussioni, incentrate sul contenuto della bozza costituzionale approvata a fine giugno. Da subito le minoranze madhese e tharu hanno lamentato di essere state ignorate nella carta. Gli scontri con l’esercito hanno causato circa 40 morti, tra cui un bambino rimasto schiacciato dalla folla. Solo pochi giorni fa questo clima di insicurezza ha portato le autorità di governo a chiedere alla Santa Sede di annullare la visita del card. Filoni, che avrebbe dovuto visitare i sopravvissuti al terremoto del 25 aprile. L’escalation è culminata nella notte di martedì, quando sono esplose delle bombe di fronte a tre chiese protestanti nella regione del Terai, provocando tre feriti tra i poliziotti.

Bijaya Kumar Gachchhadar, leader della minoranza madhese, uno di quelli che hanno boicottato il voto, afferma: “Le nostre richieste non sono state ascoltate. La nuova Costituzione non migliorerà fino a quando non verranno incorporate le voci dei gruppi minoritari”. Al contrario Subas Nembang, presidente della Ca, ha tenuto a sottolineare l’importanza dell’evento per il Paese, che ha visto il succedersi di sei Costituzioni dagli anni ’50, “ma solo questa è stata approvata in modo democratico”.

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