15/09/2008, 00.00
INDIA
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Karnataka: 20 chiese attaccate, i cristiani accusano la polizia di inerzia

di Nirmala Carvalho
Giovani fondamentalisti indù attaccano anche un convento di clausura. La polizia sapeva in precedenza degli attacchi e non ha fatto nulla. I radicali indù promettono nuove violenze anche in altri Stati della confederazione.

Mangalore (AsiaNews) – Venti chiese cristiane sono state vandalizzate a Mangalore, Udupi, Chikmalagur, e in altri distretti nello stato del Karnataka (India sud-ovest). Fra esse anche la cappella di un monastero di clarisse a Milagres. I cristiani accusano la polizia di non agire per prevenire gli attacchi dei radicali indù e ieri si sono scontrati con le forze dell’ordine.

Ieri la polizia ha decretato il coprifuoco e il divieto di radunarsi dopo essersi scontrata con una folla di cristiani furibondi per gli attacchi, e una grossa manifestazione di indù fondamentalisti. Nonostante ciò, stamane, manifestanti indù hanno distrutto l’interno della chiesa di san Sebastiano a Permannur, distruggendo finestre e mobili. I cristiani hanno manifestato contro la polizia, che è intervenuta facendo decine di arresti.

Ieri mattina gruppi del Sangh Parivar, l’organizzazione-ombrello che raccoglie molte associazioni paramilitari indù hanno attaccato chiese cattoliche, protestanti, sale del regno dei Testimoni di Geova e sedi di alcune sette evangeliche. L’attacco in diversi distretti e in diverse locazioni sembra essere programmato.

Un gruppo di giovani dell’Rss (Rashtriya Swayamsevak Sangh) è entrato nella cappella dell’Adorazione del monastero di Milagres e hanno cominciato a distruggere tutto quanto hanno trovato davanti. Il monastero è retto dalle suore clarisse di clausura. In un attimo essi hanno dissacrato   il tabernacolo e l’eucarestia, l’ostensorio, un crocifisso, le lampade del Santissimo, i vasi attorno all’altare, alcune statue di santi. Secondo testimoni oculari, i giovani avevano bastoni e grosse pietre. Alcuni fedeli lì presenti hanno cercato di fermarli, ma sono stati picchiati e sono ora ricoverati all’ospedale. Attacchi simili si sono verificati a Belthangady, Kodaikal,Chikmangalore, Udupi, Koloor, Chickmangalore, Kundapur, Karkal, Koppa, Balehanoor e Moodbidri.

N Sateesh Kumar, soprintendente della polizia di Mangalore ha ammesso che essi sapevano di possibili attacchi contro obbiettivi cristiani da parte di organizzazioni radicali indù, ma non hanno agito per prevenirli. Il cancelliere della diocesi di Mangalore, p. Henry Sequeira, ha commentato: “Se la polizia sapeva e non ha fatto nulla per fermare gli attacchi, allora per noi non c’è speranza”.

Proprio questa frustrazione ha portato molti cristiani ieri a manifestare pubblicamente la loro sfiducia nella polizia (v. foto). E sebbene vi fosse il coprifuoco, si sono radunati attorno ai luoghi colpiti, lanciando pietre ai poliziotti che cercavano di disperdere i raduni.

A Milagres si sono radunati centinaia di cristiani per difendere le loro chiese. Alcuni fedeli - fra cui una suora - che cercavano di raggiungere la chiesa per partecipare alla messa domenicale serale, sono stati picchiati dalla polizia. Per disperdere la folla di cristiani la polizia ha anche usato gas lacrimogeni.

Le forze dell’ordine hanno arrestato 5 giovani del gruppo fondamentalista Bajrang Dal, responsabili dell’assalto al convento delle carmelitane. Mahendra Kumar, uno dei responsabili dell’organizzazione militante giovanile indù, ha detto che i giovani non hanno attaccato alcuna chiesa cattolica, ma solo sedi della setta evangelica New Life. Egli ha anche dichiarato che sono in programma ulteriori attacchi.

La nuova ondata di violenze contro cristiani, ha preso spunto dall’uccisione in Orissa di un leader radicale indù ad opera di guerriglieri maoisti. La Sangh Parivar accusa invece i cristiani dell’uccisione e vuole cacciare i cristiani dall’India, fermando quelle che loro chiamano “le conversioni forzate di indù al cristianesimo”. Dall’Orissa le violenze si sono allargate al Madya Pradesh, al Chhattisghar e al Karnataka.

L’All India Christian Council, che raccoglie tutte le associazioni cristiane, ha diramato un appello in cui si dice “timoroso di nuovi attacchi anche a Delhi e in altri stati governati dal partito del Congress”. Molti osservatori sospettano che tutti gli attacchi hanno anche una valenza politica: il Bjp (Bharatiya Janata Party), partito dell’opposizione, difende infatti le campagne anticristiane del Sangh Parivar.

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