30/08/2010, 00.00
PAKISTAN
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Kotri: l’Indo rompe gli argini. Un altro milione di sfollati

di Jibran Khan
Thatta e Qumbar – Shadadkot, entrambi nella provincia di Sindh, i distretti più colpiti. Indù e cristiani denunciano i soprusi dei latifondisti musulmani, accusati di aver deviato le acque verso i villaggi per salvare i campi di riso. Intanto, l’esercito fa luce sulla nazionalità dei tre volontari uccisi nello Swat. Sarebbero un americano, uno svedese e un britannico.

Islamabad (AsiaNews) – Continuano le devastazioni nel Pakistan alluvionato, nonostante il graduale ritiro delle acque. Nella parte meridionale della provincia di Sindh (Pakistan del Sud), il fiume Indo ha rotto gli argini nei pressi dello sbarramento di Kotri, allagando decine di villaggi. Secondo Maurizio Giuliano, portavoce dell’ufficio delle Nazioni Unite in Pakistan, nei distretti di Thatta e Qumbar – Shadadkot, situati sul delta dell’Indo, oltre un milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.       

La provincia di Sindh, tra le aree più colpite dalle alluvioni, raccoglie le principali coltivazioni di riso del Pakistan, che seguono il fiume Indo fino allo sbocco nel Mar arabico. Per salvare i campi, alcuni proprietari terrieri hanno deviato le acque verso le aree abitate da indù e cristiani.

Fonti locali di AsiaNews, accusano Sardar Aslam Palejo, latifondista della zona ed ex esponente dell’assemblea provinciale, vicino agli estremisti islamici, di aver deviato le acque provenienti dall’argine di Kotri verso  i villaggi di Mirpur Bathoro e Darro, con la complicità delle autorità.

David Javed, abitante di Darro, afferma: “Palejo ha deliberatamente deviato il flusso delle acque verso il nostro villaggio, solo per salvare le proprie terre”. Secondo l’uomo sono oltre 800 le famiglie rimaste colpite. “Noi siamo poveri – continua – il riso è il nostro pane e ora i nostri campi sono sommersi”. Al momento le autorità negano di aver allagato deliberatamente i villaggi. “Abbiamo deviato la piena obbedendo all’ordine dei nostri responsabili – afferma un funzionario del dipartimento per l’agricoltura – abbiamo fatto il nostro dovere”.  

Intanto, fonti dell’esercito hanno rivelato ad AsiaNews le nazionalità dei tre volontari uccisi nei giorni dai talebani nella valle dello Swat. Essi sarebbero un americano, uno svedese e un britannico, e non tutti di nazionalità americana, come sostenuto da alcuni fino a questa mattina. Quanto agli aiuti internazionali, è stato annunciato che un gruppo di Paesi musulmani ha raccolto un miliardo di dollari. La somma verrà da  Arabia Saudita, Emirati arabi uniti, Qatar, Kuwait e Turchia.     

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